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21 settembre 2012

Heavy duty


A volte mi domando se la capacità di trovare la poesia nella tristezza (intesa come sofferenza e miseria) sia una dote o una difesa.
Mi domando se il cercare qualcosa di poetico in situazioni che "in realtà" (ma la realtà dove sta?) sono solo amare, tristi e forse poco poetiche, non sia una condanna a non voler vedere a non voler soffrire. O forse sono un patetico tentativo di elevare la propria sofferenza, di renderla più grandiosa di quanto in realtà non sia.
La sofferenza umana, sempre ed esclusivamente umana resta.
Forse non c'è grandezza nel dolore, se non quello della sopravvivenza, del poter e dover andare avanti, no matter what.
Ma poesia, proprio non so..
Forse chi legge troppo è condannato: sicuramente vede cose che a chi non legge sfuggono, ma mi domando se non aggiunga anche ciò che non c'è in situazioni che non lo meritano.
Un litigio, forse, non ha niente di poetico e di grandioso, tanto per fare un esempio. E cercare qualcosa di grandioso o appunto poetico, forse, è solo un modo per soffrire di meno, per non vedere, per non voler capire.

Non lo so.
L'unica cosa che so, e per certo, è che molto spesso vorrei essere un cane. Il mio cane.
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A strange theory

Ho una carissima amica (grazie al Cielo!) che ha una curiosa teoria: da sempre siamo stati abituati a celebrare e festeggiare i momenti belli della vita. Mai nessuno, forse, ha pensato a brindare nei momenti cattivi, per darsi coraggio, per capire che c'è del buono anche nel marcio (e del marcio nel buono, ovviamente).
Così, seguendo questa curiosa teoria, mi ha portata ad annegare la mia sofferenza in un posto molto bello, che per sapori e odori ci ricorda la nostra amata NYC.

Tizzy's si trova sui navigli, proprio a pochi passi dal Libraccio, nel cuore di quella che a volte e a tratti viene definita la poliedrica movida milanese dell'aperitivo.
Ti siedi fuori su tavoli di metallo (perchè la stagione lo permette) e tra venditori di rose e mendicanti (Mio Dio, ma quanti sono? Quanto basta per bloccarti la fame e farti sorgere molte ansie sul tuo futuro e molte domande) cerchi di ordinare e di farti capire dal cameriere che sembra in effetti appena sbarcato da NYC.
I prezzi sono quelli della movida e dei navigli: 12€ panino con patata escluso bere. I dolci scordateveli: sono un salasso (6€ la fetta di cheesecake... prego?!).
Il panino non è male: viene servito aperto a metà, così che tu possa farcirlo di salsa quanto vuoi e quanto basta.
Molto periglioso è riuscire a mangiare senza farsi colare salsa e unto in ogni dove. E la mancanza di tovaglioli penalizza il tutto, rendendola un'operazione sanguinaria e unta.
Per il resto il panino si merita un 7: è buono, ma non esageratamente buono, forse perchè siamo abituate a Mc o Burger King che sanno di plastica. Magari esiste la dipendenza da plastica, anche se non entro in un Mc da anni, ormai, e non per una qualche ragione etica, sono mancate le occasioni e non le ho mai cercate.
Scordatevi che abbia qualcosa a che fare con quelli che mangiavamo a NYC: non esiste proprio, ma diciamo che hanno qualità superiore a quella di BurgerMama, grande delusione (anche se look decisamente migliore!).


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8 agosto 2012

Yes, I am still here

Per chi se lo stesse chiedendo, non sono stata risucchiata in un buco nero, nè tantomeno mi sono trasferita a Bora Bora. Non ancora per lo meno ;)

Odio questi post che racchiudono i miei update saltuari, ma sono a volte necessari per condensare tutto il condensabile; e per amore di onestà devo imputare questa scomparsa a Instagram, che racchiude perfettamente il senso di questa nostra epoca dove l'attesa e il tempo sono pressocchè ridotti allo zero.
Ma niente pipponi filosofici, oggi! Voglio scrivere un post che condensa tutte le cose belle che ho scoperto o mi sono capitate in questo periodo, so here we go :)


 

E' accaduto, una sera, che io assaggiassi per la prima volta il gelato alla liquirizia. Embè, dirà qualcuno, cos'avrà mai di così eccezionale questa notizia? Niente, se non fosse che ho sviluppato una vera e propria addiction per la liquirizia (di cui sono sempre e comunque stata un'estimatrice). Ciò detto, mi sono imbattuta, da Tiger (un negozio che dovete assolutamente visitare almeno una volta nella vita, anzi, un paio in più!), in questa liquirizia salata. 
Come dicono a Roma: non poi capì!
Assaggiatela, poi ne riparleremo :)

 

Tanti anni fa, ormai forse una decina di anni fa, un'amica molto cara mi disse che secondo lei sarebbe stato importante se non indispensabile avere al proprio fianco qualcuno che ci aveva conosciuto e vissuto quando avevamo 14 anni, perchè avrebbe veramente potuto capire molto di noi.
Questa amica è tuttora una cara amica, e questi dieci anni sono passati, così come il Liceo fatto assieme, l'Università e il mondo che è venuto dopo.
Riconosco, come riconobbi allora, la sua saggezza e sottoscrivo le sue parole: tenetevi strette le persone che avete conosciuto quando avevate 14 anni, tante paure e tanti sogni nella testa. Quelle che hanno bestemmiato (si fa per dire) con voi su una versione di Greco, quelle che vi hanno dato il cinque per un 10 preso in Latino, quelle che hanno girato il mondo con voi con la spensieratezza e la disillusione che si hanno solo a 14 anni, quelle che vi ricordano sempre con la loro presenza di che belle persone voi siate, nonostante tutto, nonostante i tanti difetti che avete.
Amen.


Molto banalmente, un animale vi può cambiare la vita, la mente e l'atteggiamento. Con me l'ha fatto e continua a farlo questo botolo peloso.


Della serie non è tutto oro quello che luccica.. non riesco a capacitarmi di come, in questa estate milanese, La Gelateria della Musica possa essere definita tra le migliori della città. Compare su recensioni, liste, guide, ci vogliono a volte 40 minuti di coda per ottenere un gelato ingiustificatamente caro (2,20€ la coppetta/cono due gusti).
Ero partita con grandi aspettative: che meraviglia il sogno di qualcuno che si avvera (lui mi dicono fu dapprima musicista), qualcuno di giovane poi! Che meraviglia un luogo nel quale i sapori sono naturali ma particolari etc.
Niente di tutto ciò! La gelateria è minuscola, ma su questo chisseneimporta, i gusti sono sicuramente ricercati, anche se a causa della ressa (con tanto di buttafuori) sono riuscita a leggerne ben pochi, la consistenza è ottima (cremoso e denso), ma ragazzi.. che sapore chimico! 
Il gelato mi ha lasciato - e ha lasciato anche ai miei accompagnatori - una sete atavica, di retrogusto chimico. Mai successo prima con un gelato, onestamente.
Per cui: alla larga da un posto simile, decantato senza ragione alcuna.

 

E siccome siamo in tema confessioni.. vi confesso di aver errato, come ogni essere umano, e di aver acquistato queste scarpe-ciabatte-sabot (non so come nominarle) che per anni ho definito orrende, e che continuo a definire orrende.
L'acquisto però credo sia utile come ciabatta sportiva: consente un'asciugatura rapida, il piede è protetto ma arieggiato. Devo anche dire che la comodità - sino ad ora - è pazzesca, e il colore è bellissimo! 
Ecco, rimane pur sempre una ciabatta poco fine, a metà strada tra l'infermiere e il muratore da indossare sicuramente solo per determinate occasioni ;)


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4 luglio 2012

Yellow

 

Che bello svegliarsi una mattina, uscire di casa e scoprire, così, all'improvviso, una bicicletta gialla.
Mette allegria, speranza, gioia.
E non importa se anche un'idea che avevi curato (forse troppo), accarezzato e coccolato senza darle mai vita, è diventata concreta nelle mani di un altro, lasciandoti a bocca asciutta, lasciandoti con molto rimorso e con un filo di tristezza.
Non importa nel senso che questo servirà a pedalare più veloce, la prossima volta.
E non importa perchè, fino a che esisteranno biciclette gialle, che appaiono all'improvviso, allora forse potrà apparire nuovamente all'improvviso e all'orizzonte una buona idea, con la quale pedalare verso il futuro.
Con coraggio, con un sorriso, con un pò di giallo in più.

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7 giugno 2012

Skin and bones


... E mille pensieri come farfalle / brividi dolci sulle sue spalle...


Mille pensieri e più, in questa giornata.
Pensieri che come farfalle si spostano e non stanno fermi e nonostante tutto ritornano su un unico fiore. Spaziano e prendono in considerazione tanti argomenti diversi, dal bisogno all'amore, alla linea sottile che sembra differenziarli. O forse è la linea che li unisce.
Poi si spostano, e cominciano a pensare al volo, a quanto sia bello poter volare con la propria mente e con le proprie dita sui tasti, scrivendo di sè ma anche degli altri.
Poi di nuovo un piccolo passo in avanti e si pensa alla pelle. Alle pelli. Alla pelle come comunicazione, alle mani, ai tocchi delicati, ai tocchi casuali ma solo in apparenza perchè in realtà ricercati.
Le fantasie che con le farfalle condividono lettere ma anche modi di essere. A come basti poco, ad una fantasia e una farfalla, per volare lontano.
E ai dettagli, allo sbottonarsi di una camicia, ai mille significati che può avere. Al significato dei gesti, del voltare le spalle, che può essere chiusura ma anche in realtà un gesto di apertura. Ai tessuti, ai tocchi, alle differenze che si cercano e si trovano, si incontrano e si allontanano. Allo svelarsi.
Di nuovo alla pelle, di come la si possa usare per scriverci sopra, per differenziarsi, ma anche per comunicare pezzetti di se stessi.
E poi dalla pelle alle barriere, alla diffidenza, al voler volare ma forse poi no.
Forse in fondo si sta bene dove si sta.

Ma chissà se le farfalle in una serra sanno di essere in una campana di vetro, oppure non lo sanno e semplicemente stanno.

E chissà anche se si capisce dalla foto, postprodotta, che quella nell'immagine è la tenda di camera mia.
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2 giugno 2012

Blogito ergo sum


Prendo in prestito il sottotitolo del blog della Vale, una mia carissima amica, per introdurre questo post.

Tra le tantissime cose che mi è capitato di fare questo Giovedì, la più faiga sicuramente è stata partecipare in qualità di blogger all'inaugurazione del nuovo Virgin Active Village, Città Studi.
Ebbene sì, potrò spuntare dalla mia wish list anche questa: essere invitata in qualità di free press ad un evento mondano. Evviva! 

Siccome era la prima volta forse mi sarò persa qualcosa, forse non ho fatto quello che dovrebbe fare una blogger, non lo so. Mi sono accodata alla stampa per il giro in anteprima del village, ho curiosato e no, non ho partecipato al ricchissimo e buonissimo buffet causa allenamento di boxe di lì a poche ore (eh si, quando faccio le cose, le faccio per bene!).

Il Village è sicuramente un club notevole: tutto giocato sul contrasto rosso-bianco-beige ospita su tre piani un edificio polivalente.
Al pianterreno una restroom con tavolini, bar e un mini market gestito da Gustò Kitchen che non so se prende il suo nome in onore dello chef/critico gastronomico di Ratatouille, ma sicuramente lavora bene: prodotti freschi e di stagione, in packaging eco friendly e dall'aspetto accattivante. 
Trovo anche molto intelligente la loro proposta di delivery in pausa pranzo, per poter mangiare sano e con gusto anche in ufficio. Al Virgin Active è possibile acquistare nel banco frigo monoporzioni con tanto di apporto kalorico sulla confezione, scritto bene in evidenza. Non sia mai che uno arrivi a scordarsi che la parmigiana forse tanto dietetica non è.. :-)


Ritornando al Village, è impressionante il numero di tapis roulant, attrezzi per pesistica, muscoli (scusate, non conosco i termini tecnici) disponibili! 
Lo spazio è molto grande, arioso, pulitissimo. Una piccola città del fitness in miniatura.

La cosa che mi ha però maggiormente impressionata (e interessata) è la zona beauty-spa-relax, che comprende una piscina molto bella (non molto lunga nè profonda nè larga, però ahimè), il percorso kneipp (avete presente? caldo-freddo per i piedi), le docce emozionali, idromassaggio con cascata, e poi.. le saune! Mai vista, nemmeno alle terme di Brunico, una sauna così bella, spaziosa, e grande.
100 punti!
Ancora da sistemare (mancano gli ultimi tocchi) la sala relax, con luci soffuse, lettini riscaldati (?), musica lounge. Molto, molto bello devo dire.
Sono rimasta anche colpita dalle docce-spogliatoio con tanto di asciuga-costume-in-trenta-secondi, che non so come possa non cuocerlo, ma mi fido, l'aggeggio era altamente tecnologico.

 

Non posso ahimè fare paragoni con altri villaggi fitness, ma devo ammettere con sincerità che mi ha fatto venire la voglia di sottoscrivere un abbonamento, o quantomeno di andare a dare un'occhiata (per un confronto) anche al Village che c'è vicino casa mia.
Tra i giornalisti, blogger e addetti stampa sentivo fare dei confronti, mi è venuta la curiosità dunque di verificare di persona, anche perchè credevo che i village fossero standardizzati, e invece pare che ciascuno abbia del margine di manovra e di autonomia.
Molto interessante :-)

Vi lascio poi con un cartello che mi ha fatta particolarmente ridere, ma con il quale concordo appieno.
Da notare la finezza con cui è stato scritto: io, da bravo camallo, pensavo ci sarebbe stata un'altra parola al posto di corpo, che iniziava sempre con la C.. :-)



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29 maggio 2012

Farewell, Picnik! (and a life summary)

Lo ammetto, la chiusura di Picnik mi ha destabilizzata.
So che potrei utilizzare il mio account G+, ma non è la stessa cosa. Anche perchè non capisco come si fa. Se qualcuno mi fornisce un tutorial, ringrazierò.


Per il life summary, un pò sparsamente (ammesso si possa utilizzare un avverbio così brutto):
Ai primi di Maggio sono stata un pò a zonzo per il mare, passando accanto alla tanto massmedizzata Costa Crociere, facendo il primo bagno della stagione, bevendo un caffè disgustoso in Autogrill, conoscendo nuove persone e nuove ricette.



Sono stati anche giorni di imprevisti, riposi forzate, notturne, navigazioni sotto la pioggia. Ma anche di dettagli, come questa foto sbagliata, ma a suo modo -secondo me- bellissima.


Sono stati anche giorni di spese un pò impreviste, di spese leggermente mal calcolate, ma anche di un sacco di divertimenti. Di una festa organizzata e gestita dalla a alla z da me, tutto incluso, tutto handmade e che spettacolo. Altro che! :)


Sono poi giorni che hanno confermato ciò che penso sempre: che se le cose uno le fa con amore e con impegno, riescono.
Bene.
Come un giro completo dell'Idroscalo correndo, come una cheesecake buonissima e con un coulis di fragole. Tutto fatto dalla sottoscritta.
Yeah.

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8 aprile 2012

Updating and changing

Eccoci qui per il consueto post minestrone, in cui riassumo un pò di tutto: pensieri e fotografie arretrate.
Benedetto Instagram, non potrei più fare a meno di questa app :)


A volte penso che vorrei rinascere cane: per la capacità di Toby di dormire in posizioni assolutamente assurde ma altrettanto comode. E' come se lui fosse a conoscenza di un segreto precluso a noi umani. E forse è così, in effetti.


   

Altre volte invece penso a come le persone si modifichino, rimanendo poi in fondo sempre se stesse, forse anche sempre un pò uguali. Come diceva Piaget molto probabilmente si cresce per accomodamento e assimilazione: si aggiungono capacità e conoscenze e le si integra a quelle passate.
Così capita che accanto alle mie ciabattine ultraflat io possa indossare (non contemporaneamente, ovvio) delle pump di vernice nera da 15cm e mi sembrano fin troppo basse.
Come a dire: la Burlesque Girl che è in me convive con la CandyCandy. In  realtà ho sempre odiato Candy Candy così come Heidi, così come PollyAnna, così come Biancaneve, ma chissà come mai molto spesso la gente in me vede più che altro questi personaggi e si stupisce di scoprire determinati miei capi di abbigliamento, leggermente più aggressive, come codeste scarpe.
Ci sarebbe da riflettere.

 

E sempre a proposito di scarpe, di aggressive, di fetish e di stranezze.. bè, su questo scatto mi interrogo ancora: chissà di cosa si tratta?
Mi sono data le seguenti ipotesi:
1) la moto di un feticista;
2) una nuova forma di arte contemporanea (che cavolo ne so.. StreetCiclyngArt?);
3) il manifesto di protesta di un gruppo di donne diversamente alte.

Penso un misto di 1-2.


E per finire, ci sono le giornate come questa, in cui il vento spazza l'aria consentendo alla luce di giocare con i colori. E tu ti ritrovi tra le mani solo il telefono, con cui cerchi di catturare tutto: luce, colori, atmosfera, attimi. E va bene uguale. E' una scena talmente bella che risulterebbe un buono scatto anche con una Kodak usa&getta.
Le giornate come questa, che ti fanno tornare indietro a quei pomeriggi (e sono stati tanti, per fortuna) trascorsi in UK, sdraiata in un prato verdissimo, a dare un nome alle nuvole, accanto ai tuoi nuovi amici, che poi alcuni sono diventati amici di una vita, quando hai la sensazione di avere tutto il tempo da vivere e da ridere davanti a te.
Ringrazio quelle persone con cui ho condiviso momenti che tuttora mi sembrano indimenticabili e indimenticati, che tuttora mi danno energia, che tuttora mi danno nostalgia, che tuttora mi strappano sorrisi, che tuttora mi fanno apprezzare la vita e mi fanno ben sperare.

.. E nel vent, me pias vedej balà.
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21 febbraio 2012

Metafore ostiche


Amo cucinare non solo perchè è un atto creativo, ma anche perchè trovo la cucina e gli ingredienti una bella metafora della vita.
A volte capita, come in questa ricetta di Chiacchiere venute male, che gli ingredienti di partenza siano buoni, e anche la ricetta magari non abbbia -all'apparenza - falle o errori, eppure il risultato non è quello atteso, sperato, conosciuto.
E non si capisce dove ci si è sbagliati, in fondo forse non importa poi molto, perchè permane solo il risultato, di un cibo indigesto.

E queste chiacchiere dure, insipide, sbagliate mi vengono in soccorso perchè il loro zucchero a velo mi fa pensare ai pensieri che a volte si posano, che cospargono le nostre azioni, o i nostri incontri, i nostri momenti o le nostre vite. Così, a volte, i pensieri si posano sopra le chiacchiere, ma con la c minuscola, perchè stiamo parlando di un'altra cosa, non di una pietanza.
E chissà se questi pensieri, sopra queste chiacchiere, sono sprecati, sono dolci oppure un pò amari, magari si scopre che in realtà non sanno di niente,  non hanno nè aggiunto nè tolto, hanno semplicemente decorato o accompagnato.
E leggeri come zucchero a velo chissà scompariranno, oppure lasceranno un baffo, come quando si passa dentro lo strato un dito. Lasceranno una traccia, chissà.
E quante chiacchiere si fanno all'ombra di una biblioteca? Quante chiacchiere non dette tra gli scaffali, alla ricerca di uno o più autori, alla ricerca in quel labirinto di polvere, non solo di lettere ma forse anche di se stessi. Quanto zucchero a velo di pensieri che non osano tramutarsi in chiacchiere, ma rimangono lì sospesi, intrappolati nel retino, o addirittura nella busta ben chiusa, ancora da tagliare.
E non sai perchè quelle Chiacchiere, questa volta con la c maiuscola, sono venute male. Forse la cottura in forno, che le ha rese gnucche, dure, eppure... eppure rimane sempre un punto di domanda, un dubbio, un tarlo, un interrogativo.
E lo riempi come vuoi, con quello che ti pare, con i pensieri che ti pare, perchè in fondo non hai sufficiente fiducia per rifare nuovamente quella ricetta, sbagliata.

No, non mi sono mai piaciuti i dolci di Carnevale. E forse, la cosa, è ricambiata. Chissà.
Chissà quanto altro zucchero a velo si poserà sulle mie Chiacchiere, chi lo sa, Ma già il fatto che ne stia scrivendo, forse, significa che queste chiacchiere, questa volta con la c minuscola, qualcosa mi hanno lasciato.
Chissà.
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2 gennaio 2012

Happy New Year!

Un anno è passato, ed un altro comincia. 365 giorni tutti nuovi e tutti da scrivere e - perchè no? - fotografare.
Ma prima di iniziare con il nuovo, bisogna esaurire il vecchio, ecco perchè per farvi i miei auguri utilizzerò alcune fotografie scattate sulla coda del 2011.


Mercoledì sera, mentre attendevo in coda con Luca Giurato (che lì per lì non ho riconosciuto) di acquistare i biglietti per Sherlock Holmes, ho avuto modo di imbattermi nel monolocale da cassa integrata di Barbie.
Niente più villone con tanto di ascensore, che per giocarci dovevi sfrattare la tua famiglia causa dimensioni mastodontiche, bensì una casetta dignitosa piena di cartonato e con il water quasi in cucina. Che poesia.
  • Quindi, augurio no.1: guadagnate i vostri spazi, mentali, fisici o concreti che siano. Mi auguro e vi auguro che siano luminosi e su misura, che siate a vostro agio e che possano essere un luogo di rifugio e di ristoro. Possibilmente senza il water attaccato ai fornelli :)
 

Sempre Mercoledì sera sono riuscita - finalmente - ad assaggiare gli hamburger di Mama Burger che comincia a farsi largo qui in città, aprendo un paio di punti vendita.
Che dire... il concorrente di lusso di Mc e Burger King non mi ha convinta del tutto. Sono schiava del gadgeting e del packaging e di tutto ciò che è -ing, per cui non posso che apprezzare la bottiglia di acqua con il logo, i bicchieri e le salse con il logo.
Ho apprezzato meno il cibo, più che altro perchè il panino normale costa più di un Menù intero da Mc o da Burger King (panino normale con hamburger, cetriolo, pomodoro e insalata 8€, senza patatine e bibite) e diciamoci la verità, spendere 14€ per un hamburger di angus non è nelle mie corde.
Per quelli che mi dicono: ah ma qui la verdura si sente e anche l'hamburger è sano, permettetemi che io alzi diffidente un sopracciglio e vi risponda: sembrerà pure più sano di Mc e Burger King, ma un fast food rimane un fast food...!


  • Augurio no.2: per quanto di questi tempi sia un pò assurdo, vi auguro qualche piccolo lusso e piacere anche senza senso. Come appunto pagare un hambuger 8€ e non sentirvi in colpa per aver provato qualcosa di nuovo, qualcosa di 'in', per quanto sciocco questo possa essere.
Nella mia prossima vita, se mai ce ne sarà una, quasi quasi mi converrebbe rinascere cane, o per meglio dire rinascere Toby: mi fa sempre molto ridere la posizione che è in grado di assumere per dormire o per rilassarsi.
  • Augurio no.3: che il vostro anno sia comodo, rilassato e anche disubbediente in maniera tollerabile. Che vi faccia ridere, che vi faccia intenerire, che vi faccia anche arrabbiare ma subito dopo perdonare. Che possa insegnarvi tanto, che possa essere spontaneo, diretto, amorevole e fedele ai vostri sogni e alle vostre aspettative. Che possa essere energico, irrequieto quanto basta, che vi sappia trascinare, che vi faccia esplorare, che vi riempia di amore e gioia.
 E ora basta auguri, spero ce ne siano a sufficienza per tutti, ma soprattutto che almeno per la legge dei grandi numeri uno tra tutti questi si realizzi.
Sarebbe già un buon risultato! :)

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27 dicembre 2011

Think Green!





Oggi, complice un giro in centro con la mia amica Ari, sono finalmente riuscita a trovare la borraccetta per sostituire quella che avevo acquistato a Brema e che mi si era rotta mesi orsono.

Avevo iniziato ad usare quella borraccia in sostituzione delle bottiglie di plastica che di solito si infilano in borsetta: la trovo più graziosa in primis, e in secondo luogo mi aiuta a contribuire a rispettare l'ambiente non dovendo continuamente comperare bottiglie di plastica.

Vi invito dunque a fare un giro sul sito della Crocodile Creek, che vende - lo so - oggetti per bambini. Ma secondo me molte cose su quel sito potrebbero andare bene anche per gli adulti: le borraccette, i porta pranzo (ne ho già una, accidenti), e i porta sandwich (quasi quasi...).

Ah, piccola nota: purtroppo non sono sponsorizzata da nessuno, tanto meno dalla Crocodile Creek!
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13 dicembre 2011

Changing is never a waste of time



Così cantava la cara Alanis.
E non mi sento di darle torto: se il cambiamento non è mai una perdita di tempo, è sicuramente un investimento di risorse. E va da sè che i cambiamenti si facciano poco alla volta, a piccoli passi.
Quest'anno, dunque, ho cercato di investire il tempo libero che ho scelto di avere in maniera costruttiva, preparando -finalmente! - i miei regalini golosi, quelli che ho sempre cercato ma non sono mai riuscita a realizzare.


Ho scelto di preparare i famosi omini di pan di zenzero!
Si, ok, visti così "a nudo" non sembrano proprio proprio quelli del film ma erano una sfornata di prova. Non avendoli mai fatti, e non avendo nè un mixer nè un'impastatrice, prima di regalare qualcosa che insomma proprio buono non è, ho voluto sperimentare e devo ammettere che sono ottimi!
Con modestia, perchè è difficile che mi autocelebri, vi consiglio questa ricetta: anche da impastare a mano non è poi così tremendo come pensavo. Ok, dopo aver impastato per 25 minuti mezzo chilo di impasto per focaccia a mano, qualunque cosa mi sembrerà semplice...
Ma rimane il consiglio: cucinateli, sono ottimi!

Ora rimane l'operazione glassa, e questa è un'altra bella sfida... I'll let you know.
Per la ricetta, ovviamente, vi invito a visitare il Ricettario Illustrato.
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11 dicembre 2011

Those are the best days of my life

In barba al Cappellaio Matto e alla Lepre Marzolina e alla loro brigata, io sono convinta che l'unica data degna di nota per essere festeggiata sia il proprio compleanno :)
Ho la (s)fortuna di essere nata a ridosso di una Festa piuttosto sentita dai Milanesi, soprattutto per il Ponte che porta con sè. Dunque il mio compleanno, che cade il 6 Dicembre, è una luuunga festa. E pazienza che Marcegaglia&Co. l'anno prossimo ci porteranno via il gusto di festeggiare il patrono. Per quanto mi riguarda, questa è la settimana più bella dell'anno e spero che possa continuare ad esserlo per lungo tempo.

Quest'anno niente sorprese: con mia mamma siamo semplicemente andate in giro a passeggiare. Mi sono imbattuta così nel mio (bellissimo) regalo di compleanno :) Grazie Family!

Uccio invece sì, che mi ha fatto una bellissima sorpresa, che aveva come indizio i Macarons di Ladurèe, che per carità saranno buoni, ma nulla hanno a che vedere con quelli del mio amato Pierre Hermè, a Parigi. A buoni intenditori, poche parole! :)

L'8 di Dicembre si addobba l'albero (lo sapevate, vero?) e ognuno lo fa un pò come meglio crede. Se si ha un pub, ma anche solo una grande passione per la birra, questa mi sembra un'idea molto carina!
(La foto è stata scattata fuori da un pub di Selvino).

Grave, gravissimo, irreparabile errore quello di passare, per sbaglio (?) nel reparto giocattoli di un centro commerciale sotto Natale.
Grave errore perchè potresti imbatterti in un gioco di società (!), lego (!!), di Harry Potter (!!!) e vorresti poter avere ancora 11 anni e il diritto di indicare la scatola e dire a chiunque sia lì con te: voglio che Babbo Natale mi porti quello (ero una bambina estremamente gentile, ma in fatto di regali non andavo tanto per il sottile).
Il problema è che, anche se di anni ne hai 27, la scatola la vuoi comunque.



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3 dicembre 2011

Week summary

Complice il beneamato Instagram, vorrei illustrarvi la mia settimana; densa di eventi mondani (uella!), ma anche di riflessioni (come sempre) e pensieri per il futuro.


Lunedì sera - Uscita con le psi girls. Non solo ovviamente compagne di studi e di avventure, ma anche amiche che con me hanno (e continuano a) viaggiare, ridere, sperare.
Abbiamo salutato il ritorno, dopo lungo tempo, nelle terre natie di una di loro, partita per amore, ritornata per la stessa ragione.


Martedì - E sempre di amore si tratta quando si parla di Toby the Dog, il mio mezzo cane che non riesce (non vuole?) a capire che la sua cuccia non è il nostro divano, o che se proprio vuole, potrebbe usare la metà a lui dedicata, quella con lo stuoino che, come potete vedere, lui bellamente ignora.
Cosa non si da per amore.

 

Mercoledì - Non penso sia normale la scomparsa di TRE chiavette usb, di cui una a forma di gallina, bellissima. Sorvolando sul fatto che dentro le chiavette ci sono ovviamente documenti personali, ma anche forse delle foto e degli scritti, non sembra possibile averle smarrite tutte e tre. Ma ancor peggio è non riuscire a trovare un negozio che ne venda Oò
In preda alla disperazione, sono entrata dai Cinesi, che hanno sempre TUTTO. Non le avevano nemmeno loro, e allora mi sono preoccupata.
Poi mi sono imbattuta nella felpa pelosa di Abimarie e Fiona, splendida imitazione di Abercrombie&Fotch e ho pensato che tutto è normale, e che da qualche parte ritroverò le mie chiavette.

 

Uccio è un ottimo cuoco, e mi ha insegnato una ricetta sciuè sciuè (veloce) in momenti di difficoltà: pasta con alici, pomodorini e cannella. Io non avevo in casa i pomodorini e quindi li ho sostituiti con i dadini di mozzarella (idea di Cavoletto). Ho tenuto come spunto la cannella nell'acqua della pasta, ma per parlarne meglio, direi che possiamo accomodarci nel Ricettario, no?


Venerdì - In giro alla ricerca di un regalo di compleanno, mi sono imbattuta in questo simpatico (?) esemplare di velociraptor peluchoso. E il mio primo pensiero è stato: dopo aver visto Jurassic Park, ci sarà mai qualche bambino/a che lo vorrà in dono? Io no di sicuro.

E la vostra settimana invece, come è andata?

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19 novembre 2011

Finding Mary Poppins

Oggi mentre vagavo - persa - tra i ricordi d'infanzia e giovinezza di mio papà e le strade della Brianza (che coincidono) mi sono imbattuta, sulla strada del ritorno, in un ombrello appeso ad un albero.
Associazione di idee ed ecco che abbiamo scoperto che fine ha fatto Mary Poppins!
Che ho sempre odiato e odio tuttora, per altro.

E siccome per un pensiero sciocco me ne nascono altri dieci seri, pensavo a come sono ormai lontani gli Anni '70, e come non avremo mai più forse una giovinezza così semplice e limpida come quella che trapela dalle parole di mio papà: biciclette, fossi, prati verdi, tram che erano un pò come un ponte verso un mondo nuovo, lavoro onesto, studi serali, rivendicazioni sociali, pantaloni corti, balere.
E mi è nato, così, improvviso, un sentimento di nostalgia per qualcosa che non ho mai vissuto e che mi sembra così lontano...
Nei suoi ricordi c'è una semplicità disarmante, di un mondo schietto, solido e aperto che si porta dentro tuttora. Bellissimo.

E sempre per associazioni di idee, ho pensato ad un altro albero, a come a volte i ricordi e le emozioni siano in realtà dei fermo immagine.
In questi giorni di nebbia e di autunno ho fissa nella mente l'immagine di una passeggiata, a braccetto, tra le foglie cadute di ginko biloba. Un aiku, quasi.



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12 novembre 2011

Shine shine, little future

In questo periodo ho la sensazione che qualcuno stia facendo cadere ad uno ad uno come le lattine del tiro a segno i miei progetti.
Pum Pum. Cadono.
Quello che posso fare è raccoglierli pazientemente, sperando che non siano troppo ammaccati.
Siccome però non è un periodo facilissimo (ma si sa, io sono un pò melodrammatica) mi rendo conto che sto vivendo un periodo in cui faccio fatica. Non c'è niente di male, benvenga se tutto questo mi farà crescere.
Per ora, come difesa e come reazione, siccome faccio fatica e siccome ho paura torno indietro.
Come ogni semplice essere umano quando c'è una difficoltà, regredisco.
E anche se non regredisco tanto a livello mentale, torno indietro agendo le mie paure.
Che bella bellissima la mia deformazione professionale. AMO la mia professione perchè fa in modo che io mi ACCORGA.
E quindi non posso non accorgermi dell'urgenza che mi porta ad entrare da H&M e cercare un accessorio, in particolare uno smalto. E poi un altro con i glitter scintillanti.
Va bene che ora le manicure con i glitter vanno tanto di moda (e si, concedetemelo, io so essere glamour), ma c'è anche da dire che richiamano l'adolescenza come pochi.
E così stasera ho fatto shopping da adolescente: smalti e trucchi, di sabato nel tardo pomeriggio.
Fortunatamente mi conosco e sono abbastanza brava da non entrare da Tiffany nei momenti di difficoltà! :)
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2 ottobre 2011

Parlando per metafore

A volte bastano le immagini per raccontare un'intera storia.


O più storie.
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That's Bakery

Le cupcakes mi piacciono molto, esteticamente parlando.
Le trovo piccole gioie (nel senso di gioielli) per quanto possono essere belle e delicate.
A onor del vero, però, avevo assaggiato solo le mie cupcakes florentine, che avevo preparato molto tempo fa.
Buone, non certo però coreografiche come dovrebbero essere delle autentiche cupcakes.
Naturale quindi che mi fosse rimasta la curiosità, soddisfatta qualche giorno fa quando sono passata - finalmente - da That's Bakery, una sorta di competitor di California Bakery che, personalmente, per quanto bella e buona io non riesco ad adorare sino in fondo (o meglio, che apprezzavo finchè era solo un bugigattolo in zona Largo Augusto che nessuno cagava più di tanto, e che quando ne parlavi tutti ti domandavano: "California cosa?!"e non la pseudo catena sovraffollata di adesso in cui devi prendere a testate chiunque per avere un tavolo. Piccola nota narcisistica: c'è da dire che ho fiuto perchè la California Bakery e GROM li frequentavo molto prima che venissero osannati da tutti. Che abbia fiuto? Sta a vedere che il mio vero lavoro è la Gourmet Scout!).

Riassumendo, un Venerdì di ritorno da Scuola (sì, Scuola), avevo bisogno di confortarmi, perciò sono andata alla ricerca di un packaging accattivante e di una sostanza che mi sembrava goduriosa.
Trovando bellissima l'insegna di That's Bakery (a livello estetico) molto più di California Bakery me ne sono uscita con un bel pacchettino da 4 bombe caloriche, per la modica cifra di 12€.
Evidentemente lì non si ragiona a prezzo al kg, ma considerato il peso di ciascuna cupcakes mi sono portata a casa più di mezzo kg di dolce, che qui vi mostro.
[Dall'alto verso il basso, da sin a dx]
American Cupcakes - Non amo il burro di arachidi ma questa cupcakes merita. Se non temete un'otturazione alle coronarie naturalmente.
Velvet Cupcakes - Buona, null'altro da dire.
Chocolate Cupcakes - Non amo molto le cose al cioccolato, la ganache era comunque buona.
Tiramisu Cupcakes - Forse la migliore. Ottimo contrasto.

Nota stonata: non so se sia una caratteristica delle cupcakes, ma queste - essendo di dimensioni notevoli (più grandi del pugno della mia mano) - avevano una quantità di crema piuttosto grande.
La base risultava spugnosa e difficilmente integrabile con un mammozzone simile.
Risultato: assolutamente goduriose, ma solo per chi non ha alcun timore di ingrassare istantaneamente e chi sopporta il molto dolce.
Una -a  mio avviso - è impossibile da mangiare da soli.

PS: ci tengo a precisare che non sono sponsorizzata da nessuno, purtroppo. Non percepisco marchette nè in denaro nè tantomeno in dolci, per quanto forse mi piacerebbe :)
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12 settembre 2011

HPD III

Mi scuso sin da ora, sono in una fase un pò confusa e concitata della mia vita, e probabilmente lo saranno altrettanto i miei post.
Ho la netta sensazione di viaggiare, correre, senza avere ben chiara la direzione.
Forse è per questo che la semplice frase vergata su questo biglietto, un piccolo regalo che ci siamo fatti con un gruppo di amici, mi ha colpita. E' bello e forse essenziale per ciascuno sentire e sapere che qualunque errore o scelta sbagliata, non è definitivo, c'è sempre qualcuno pronto ad accoglierti e riportarti a casa.
Altrettanto bello sarebbe essere il protagonista di un libro, magari anche solo di quel libro da cui è tratta la citazione, perchè almeno saprei come va a finire. E va a finire bene. Per quanto io speri di essere un pò più intelligente di Harry Potter ;)

In queste settimane mi scopro più riflessiva del solito.
E i miei pensieri dopo il weekend vertono essenzialmente sul bisogno di appartenenza ad un gruppo tipico di ciascun essere umano, l'altrettanto umano bisogno di evadere, esprimersi, sognare.
Mi interrogo circa i sacrifici, i Lunedì mattina, i sogni, le aspirazioni e sono riuscita a rendermi conto che la domanda ultima, l'unica vera domanda che vale la pena porsi sempre è: cosa sei disposto a perdere?

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6 settembre 2011

Post it


Pensieri al semaforo.
Che buffi gli oggetti... a volte non li consideri per mesi, anni, li custodisci e conservi gelosamente ma non li utilizzi. Fino a che, inaspettatamente, ti servono, magari per qualcosa di diverso rispetto all'uso passato.
E ti rendi conto che sono come un filo rosso che collega la tua vita, e per associazione di idee ti vengono in mente i passaggi di una vita.
Il beauty case che tua mamma utilizzava sempre al mare, che tanto adoravi e che tanto desideravi. E il giorno in cui tua mamma con orgoglio te lo cede, te lo regala. Ecco, ti senti grande.
E ora, invece, che forse grande lo sei veramente (anagraficamente, quanto meno), cosa ti fa sentire adulta?
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