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8 dicembre 2012

Pan de nus, cib de spus


A quanto pare la zona Porta Venezia - Corso Buenos Aires e vie annesse (in particolare F. Casati dove c'è Pavè e A. Tadino dove dimora il posto del quale vi sto per parlare) sembra diventata un ricettacolo di splendidi posti nei quali tornare e nei quali mangiare.

Oggi, infatti, complice la segnalazione casuale di un'amica (grazie Irene), ho avuto il piacere di conoscere Pandenus, una panetteria in cui è possibile fare praticamente tutto: dalla colazione all'aperitivo serale passando per il pranzo, il brunch e la merenda.
Detto così suona un'arlecchinata spaventosa, ma non c'è niente che non sia fuori posto - all'apparenza - da Pandenus. Nemmeno l'arredamento, tutto sui toni del legno scuro naturale e dei divanetti laccati di rosso.
Un posto buono, che odora di buono e in cui viene esaltato l'alimento per eccellenza: il pane.
Pane di noci, cibo di sposi, e quindi Pandenus che già il nome meneghino me lo fa ben apprezzare.

Noi ci siamo state per il brunch, ottimo e abbondante: quattro menù a 17€ l'uno.
Il mio comprendeva: selezione di assaggi Pandenus (come tutti e 4 i menù e che vedete in foto e che a malincuore abbiamo avanzato), fette biscottate con burro e marmellata (come tutti e 4 i menù, ottima la marmellata), uova alla benedectine, due fette di pane ai cereali tostate, patate alla griglia (tipo roestli, per chi conosce il genere), yogurt (ammazza chebbono), macedonia (le fragole a Dicembre sono un pò uno scivolone ma glielo perdoniamo), pancakes, succo d'arancia e tè/caffè (a scelta, espresso o americano. Con tutto ciò che ho mangiato il caffè americano è stata una manna divina!).

Unica nota stonata era la ressa: noi siamo arrivate verso le 12:15 e abbiamo trovato al pelo un tavolo (non si può prenotare) e il locale, poco dopo si è riempito di avventori che compravano il pane o che semplicemente si fermavano per un caffè. La musica è ottima, e anche il volume giusto.
Il servizio non è proprio simpaticissimo e cortese, ma glielo perdoniamo dato il via-vai di gente che doveva gestire.
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7 dicembre 2012

Happy B-day to me!

 

Ed è giunto finalmente il fatidico giorno del mio compleanno, che ho festeggiato girovagando per gli stand della fiera, ri-assaggiando sapori ben noti, rifuggendo il padiglione internazionale per dedicarmi a quello nostrano.

Una birra e un brindisi allo Scott Duff, un posto molto carino ma dal Menù un po' povero, mi aspettavo più birre e soprattutto più cibo. La musica è molto bella, così come la location, anche se da fuori non gli avrei dato una lira.
Costola del più famoso Scott Joplin (irraggiungibile per me!) non so bene su una scala da 1 a 5 stelline quante ne darei, forse 2.

Ma il vero pezzo forte del compleanno è stata lei: la torta al croccantino e cannella di Ernst Knam, pasticcere tedesco che ha scelto il proprio nido in una viuzza tranquilla, traversa del più noto Viale Montenero, e che sforna torte dagli accostamenti particolari ma dai sapori equilibrati.
Posso parlare naturalmente della mia, non di tutto il vasto assortimento: una texture veramente notevole, con una mousse gradevolissima che si scontra con la base di frolla croccante. Anche i sapori si amalgamano bene, nessuno (nemmeno il cioccolato fondente) copre o sovrasta gli altri.
Ottima anche l'idea - che sembra c'entrare poco e niente - dei mirtilli decorativi: donano un tocco di asprigno che ben si sposa con il dolce del croccantino.
Confezione e presentazione bellissima, prezzo comunque accessibile: una tortina di 12 cm di diametro (indicativamente per 4 persone): 24€.

Prosit! :)


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21 settembre 2012

A strange theory

Ho una carissima amica (grazie al Cielo!) che ha una curiosa teoria: da sempre siamo stati abituati a celebrare e festeggiare i momenti belli della vita. Mai nessuno, forse, ha pensato a brindare nei momenti cattivi, per darsi coraggio, per capire che c'è del buono anche nel marcio (e del marcio nel buono, ovviamente).
Così, seguendo questa curiosa teoria, mi ha portata ad annegare la mia sofferenza in un posto molto bello, che per sapori e odori ci ricorda la nostra amata NYC.

Tizzy's si trova sui navigli, proprio a pochi passi dal Libraccio, nel cuore di quella che a volte e a tratti viene definita la poliedrica movida milanese dell'aperitivo.
Ti siedi fuori su tavoli di metallo (perchè la stagione lo permette) e tra venditori di rose e mendicanti (Mio Dio, ma quanti sono? Quanto basta per bloccarti la fame e farti sorgere molte ansie sul tuo futuro e molte domande) cerchi di ordinare e di farti capire dal cameriere che sembra in effetti appena sbarcato da NYC.
I prezzi sono quelli della movida e dei navigli: 12€ panino con patata escluso bere. I dolci scordateveli: sono un salasso (6€ la fetta di cheesecake... prego?!).
Il panino non è male: viene servito aperto a metà, così che tu possa farcirlo di salsa quanto vuoi e quanto basta.
Molto periglioso è riuscire a mangiare senza farsi colare salsa e unto in ogni dove. E la mancanza di tovaglioli penalizza il tutto, rendendola un'operazione sanguinaria e unta.
Per il resto il panino si merita un 7: è buono, ma non esageratamente buono, forse perchè siamo abituate a Mc o Burger King che sanno di plastica. Magari esiste la dipendenza da plastica, anche se non entro in un Mc da anni, ormai, e non per una qualche ragione etica, sono mancate le occasioni e non le ho mai cercate.
Scordatevi che abbia qualcosa a che fare con quelli che mangiavamo a NYC: non esiste proprio, ma diciamo che hanno qualità superiore a quella di BurgerMama, grande delusione (anche se look decisamente migliore!).


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8 agosto 2012

Yes, I am still here

Per chi se lo stesse chiedendo, non sono stata risucchiata in un buco nero, nè tantomeno mi sono trasferita a Bora Bora. Non ancora per lo meno ;)

Odio questi post che racchiudono i miei update saltuari, ma sono a volte necessari per condensare tutto il condensabile; e per amore di onestà devo imputare questa scomparsa a Instagram, che racchiude perfettamente il senso di questa nostra epoca dove l'attesa e il tempo sono pressocchè ridotti allo zero.
Ma niente pipponi filosofici, oggi! Voglio scrivere un post che condensa tutte le cose belle che ho scoperto o mi sono capitate in questo periodo, so here we go :)


 

E' accaduto, una sera, che io assaggiassi per la prima volta il gelato alla liquirizia. Embè, dirà qualcuno, cos'avrà mai di così eccezionale questa notizia? Niente, se non fosse che ho sviluppato una vera e propria addiction per la liquirizia (di cui sono sempre e comunque stata un'estimatrice). Ciò detto, mi sono imbattuta, da Tiger (un negozio che dovete assolutamente visitare almeno una volta nella vita, anzi, un paio in più!), in questa liquirizia salata. 
Come dicono a Roma: non poi capì!
Assaggiatela, poi ne riparleremo :)

 

Tanti anni fa, ormai forse una decina di anni fa, un'amica molto cara mi disse che secondo lei sarebbe stato importante se non indispensabile avere al proprio fianco qualcuno che ci aveva conosciuto e vissuto quando avevamo 14 anni, perchè avrebbe veramente potuto capire molto di noi.
Questa amica è tuttora una cara amica, e questi dieci anni sono passati, così come il Liceo fatto assieme, l'Università e il mondo che è venuto dopo.
Riconosco, come riconobbi allora, la sua saggezza e sottoscrivo le sue parole: tenetevi strette le persone che avete conosciuto quando avevate 14 anni, tante paure e tanti sogni nella testa. Quelle che hanno bestemmiato (si fa per dire) con voi su una versione di Greco, quelle che vi hanno dato il cinque per un 10 preso in Latino, quelle che hanno girato il mondo con voi con la spensieratezza e la disillusione che si hanno solo a 14 anni, quelle che vi ricordano sempre con la loro presenza di che belle persone voi siate, nonostante tutto, nonostante i tanti difetti che avete.
Amen.


Molto banalmente, un animale vi può cambiare la vita, la mente e l'atteggiamento. Con me l'ha fatto e continua a farlo questo botolo peloso.


Della serie non è tutto oro quello che luccica.. non riesco a capacitarmi di come, in questa estate milanese, La Gelateria della Musica possa essere definita tra le migliori della città. Compare su recensioni, liste, guide, ci vogliono a volte 40 minuti di coda per ottenere un gelato ingiustificatamente caro (2,20€ la coppetta/cono due gusti).
Ero partita con grandi aspettative: che meraviglia il sogno di qualcuno che si avvera (lui mi dicono fu dapprima musicista), qualcuno di giovane poi! Che meraviglia un luogo nel quale i sapori sono naturali ma particolari etc.
Niente di tutto ciò! La gelateria è minuscola, ma su questo chisseneimporta, i gusti sono sicuramente ricercati, anche se a causa della ressa (con tanto di buttafuori) sono riuscita a leggerne ben pochi, la consistenza è ottima (cremoso e denso), ma ragazzi.. che sapore chimico! 
Il gelato mi ha lasciato - e ha lasciato anche ai miei accompagnatori - una sete atavica, di retrogusto chimico. Mai successo prima con un gelato, onestamente.
Per cui: alla larga da un posto simile, decantato senza ragione alcuna.

 

E siccome siamo in tema confessioni.. vi confesso di aver errato, come ogni essere umano, e di aver acquistato queste scarpe-ciabatte-sabot (non so come nominarle) che per anni ho definito orrende, e che continuo a definire orrende.
L'acquisto però credo sia utile come ciabatta sportiva: consente un'asciugatura rapida, il piede è protetto ma arieggiato. Devo anche dire che la comodità - sino ad ora - è pazzesca, e il colore è bellissimo! 
Ecco, rimane pur sempre una ciabatta poco fine, a metà strada tra l'infermiere e il muratore da indossare sicuramente solo per determinate occasioni ;)


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29 maggio 2012

Farewell, Picnik! (and a life summary)

Lo ammetto, la chiusura di Picnik mi ha destabilizzata.
So che potrei utilizzare il mio account G+, ma non è la stessa cosa. Anche perchè non capisco come si fa. Se qualcuno mi fornisce un tutorial, ringrazierò.


Per il life summary, un pò sparsamente (ammesso si possa utilizzare un avverbio così brutto):
Ai primi di Maggio sono stata un pò a zonzo per il mare, passando accanto alla tanto massmedizzata Costa Crociere, facendo il primo bagno della stagione, bevendo un caffè disgustoso in Autogrill, conoscendo nuove persone e nuove ricette.



Sono stati anche giorni di imprevisti, riposi forzate, notturne, navigazioni sotto la pioggia. Ma anche di dettagli, come questa foto sbagliata, ma a suo modo -secondo me- bellissima.


Sono stati anche giorni di spese un pò impreviste, di spese leggermente mal calcolate, ma anche di un sacco di divertimenti. Di una festa organizzata e gestita dalla a alla z da me, tutto incluso, tutto handmade e che spettacolo. Altro che! :)


Sono poi giorni che hanno confermato ciò che penso sempre: che se le cose uno le fa con amore e con impegno, riescono.
Bene.
Come un giro completo dell'Idroscalo correndo, come una cheesecake buonissima e con un coulis di fragole. Tutto fatto dalla sottoscritta.
Yeah.

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21 febbraio 2012

Metafore ostiche


Amo cucinare non solo perchè è un atto creativo, ma anche perchè trovo la cucina e gli ingredienti una bella metafora della vita.
A volte capita, come in questa ricetta di Chiacchiere venute male, che gli ingredienti di partenza siano buoni, e anche la ricetta magari non abbbia -all'apparenza - falle o errori, eppure il risultato non è quello atteso, sperato, conosciuto.
E non si capisce dove ci si è sbagliati, in fondo forse non importa poi molto, perchè permane solo il risultato, di un cibo indigesto.

E queste chiacchiere dure, insipide, sbagliate mi vengono in soccorso perchè il loro zucchero a velo mi fa pensare ai pensieri che a volte si posano, che cospargono le nostre azioni, o i nostri incontri, i nostri momenti o le nostre vite. Così, a volte, i pensieri si posano sopra le chiacchiere, ma con la c minuscola, perchè stiamo parlando di un'altra cosa, non di una pietanza.
E chissà se questi pensieri, sopra queste chiacchiere, sono sprecati, sono dolci oppure un pò amari, magari si scopre che in realtà non sanno di niente,  non hanno nè aggiunto nè tolto, hanno semplicemente decorato o accompagnato.
E leggeri come zucchero a velo chissà scompariranno, oppure lasceranno un baffo, come quando si passa dentro lo strato un dito. Lasceranno una traccia, chissà.
E quante chiacchiere si fanno all'ombra di una biblioteca? Quante chiacchiere non dette tra gli scaffali, alla ricerca di uno o più autori, alla ricerca in quel labirinto di polvere, non solo di lettere ma forse anche di se stessi. Quanto zucchero a velo di pensieri che non osano tramutarsi in chiacchiere, ma rimangono lì sospesi, intrappolati nel retino, o addirittura nella busta ben chiusa, ancora da tagliare.
E non sai perchè quelle Chiacchiere, questa volta con la c maiuscola, sono venute male. Forse la cottura in forno, che le ha rese gnucche, dure, eppure... eppure rimane sempre un punto di domanda, un dubbio, un tarlo, un interrogativo.
E lo riempi come vuoi, con quello che ti pare, con i pensieri che ti pare, perchè in fondo non hai sufficiente fiducia per rifare nuovamente quella ricetta, sbagliata.

No, non mi sono mai piaciuti i dolci di Carnevale. E forse, la cosa, è ricambiata. Chissà.
Chissà quanto altro zucchero a velo si poserà sulle mie Chiacchiere, chi lo sa, Ma già il fatto che ne stia scrivendo, forse, significa che queste chiacchiere, questa volta con la c minuscola, qualcosa mi hanno lasciato.
Chissà.
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31 gennaio 2012

Happy (un)birthday to me!


Proprio così: ho festeggiato, questo weekend, il mio noncompleanno :) O per meglio dire, ho usufruito del mio regalo di compleanno, che consisteva in un...
viaggio a Parigi!

In questo post vi mostro cosa mi sono portata a casa dalla Ville Lumiere, una città che ho rivalutato. La prima volta che ci sono stata, per una settimana, non mi aveva impressionata particolarmente. Ad oggi non è diventata di certo la mia città preferita, ma rimane un posto pieno di fascino e - perchè no? - di atmosfera.
Il mio weekend aveva un senso preciso, andare a trovare Pierre Hermè, uno dei guru della pasticceria a livello internazionale. Quindi l'itinerario è stato un pò particolare, se volete comunque prendere qualche spunto, io sono più che contenta :)

La meta più turistica è stata Eurodisney! Non ci ero mai stata, mi sono divertita tantissimo, nonostante la giornata un pò grigia e il freddo. Abbiamo girato entrambi i parchi, ovviamente saltando gli spettacoli e moltissime giostre. Inutile dire che per un tour-de-force simile servono piedi instancabili, ma ne è valsa la pena!
Vincono su tutte le attrazioni:
- Space Mountain (l'avrei rifatta a loop);
- Aerosmith rollercoaster (solo la partenza vale il prezzo del biglietto);
- La macchina di Cars (il nome al momento mi sfugge, sembra un'attrazione da bambini, ma non fatevi ingannare!);
- Indana Jones rollercoaster (anche questo, lo avrei rifatto a loop).
- Hollywood Tower of Terror: fichissimo!

Si, beh, la mia passione per le attrazioni "trhilling" cozza un pò con la spilla caramellosa di Biancaneve che ho comprato, ma che ci volete fare?

Ed ecco una delle ragioni per cui sono andata a Parigi (o per meglio dire, per cui mi hanno regalato un viaggio a Parigi): Mora! E' un negozio specializzato in tutto ciò che è cucina-pasticceria. Nominate un colorante alimentare, pensate ad uno stampo, ad un tagliabiscotti, piuttosto che ad una teglia. Loro ce l'hanno. E saranno anche felici di vendervelo a caro prezzo. Ma siamo in rue Montmartre, l'ex quartiere degli artisti squattrinati, ora pieno di negozi e gastronomie che insomma, da squattrinati non mi sembravano proprio.
Lo immaginavo più grande, ma è fornitissimo: un paradiso per gli occhi (e per il palato, per chi sa usare gli attrezzi in maniera corretta). Un pò banalmente ho comprato solo uno stampino per biscotti a forma di tour Eiffel. Ma, onestamente, non c'erano mezze misure: avrei comperato tutto, peccato che casa mia non ha una cucina infinita! ;)

Bè, ovviamente non avrei potuto accontentarmi di uno stampino, così ho comprato anche una teglia per macaron, i dolcetti che hanno reso famoso (tra le altre cose) Pierre Hermè. Proviene da un negozio fornitissimo a due passi dal nostro albergo, Le carnaval de l'objet, un emporio di oggetti variegati sottocosto. Ottimo!

Va da sè che non avrei potuto non portare a casa i macaron di PH. Siccome erano stati apprezzati una volta, quando avevo espressamente commissionato l'acquisto a Uccio, li ho ricomperati.
Già che c'ero, finalmente, ho potuto assaggiare il bicchierino Emotion Ispahan che tanto tormentava i miei sogni. Come ogni cosa attesa a lungo, su cui si fantastica, in realtà si è rivelata un pò deludente: non tanto perchè non buona (i sapori sono perfettamente bilanciati) quanto perchè particolarissimi, su una scala di aspro.

Già che c'ero, potevo mai farmi sfuggire l'opportunità di tentare di riprodurre qualche dolcetto? No, ovviamente.
Per cui, attratta - lo confesso - dalla copertina dai toni prepotentemente fuxia del volume, ho scelto un piccolo best of, tanto per capire se mai nella vita potrò permettermi sia in termini economici, sia in termini culinari, il suo PH10.
Dubito di entrambe le cose, ma mai dire mai!

In soldoni: un grandissimo noncompleanno, pieno di spensieratezza e divertimento, come ogni festa che si rispetti dovrebbe essere :)




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2 gennaio 2012

Happy New Year!

Un anno è passato, ed un altro comincia. 365 giorni tutti nuovi e tutti da scrivere e - perchè no? - fotografare.
Ma prima di iniziare con il nuovo, bisogna esaurire il vecchio, ecco perchè per farvi i miei auguri utilizzerò alcune fotografie scattate sulla coda del 2011.


Mercoledì sera, mentre attendevo in coda con Luca Giurato (che lì per lì non ho riconosciuto) di acquistare i biglietti per Sherlock Holmes, ho avuto modo di imbattermi nel monolocale da cassa integrata di Barbie.
Niente più villone con tanto di ascensore, che per giocarci dovevi sfrattare la tua famiglia causa dimensioni mastodontiche, bensì una casetta dignitosa piena di cartonato e con il water quasi in cucina. Che poesia.
  • Quindi, augurio no.1: guadagnate i vostri spazi, mentali, fisici o concreti che siano. Mi auguro e vi auguro che siano luminosi e su misura, che siate a vostro agio e che possano essere un luogo di rifugio e di ristoro. Possibilmente senza il water attaccato ai fornelli :)
 

Sempre Mercoledì sera sono riuscita - finalmente - ad assaggiare gli hamburger di Mama Burger che comincia a farsi largo qui in città, aprendo un paio di punti vendita.
Che dire... il concorrente di lusso di Mc e Burger King non mi ha convinta del tutto. Sono schiava del gadgeting e del packaging e di tutto ciò che è -ing, per cui non posso che apprezzare la bottiglia di acqua con il logo, i bicchieri e le salse con il logo.
Ho apprezzato meno il cibo, più che altro perchè il panino normale costa più di un Menù intero da Mc o da Burger King (panino normale con hamburger, cetriolo, pomodoro e insalata 8€, senza patatine e bibite) e diciamoci la verità, spendere 14€ per un hamburger di angus non è nelle mie corde.
Per quelli che mi dicono: ah ma qui la verdura si sente e anche l'hamburger è sano, permettetemi che io alzi diffidente un sopracciglio e vi risponda: sembrerà pure più sano di Mc e Burger King, ma un fast food rimane un fast food...!


  • Augurio no.2: per quanto di questi tempi sia un pò assurdo, vi auguro qualche piccolo lusso e piacere anche senza senso. Come appunto pagare un hambuger 8€ e non sentirvi in colpa per aver provato qualcosa di nuovo, qualcosa di 'in', per quanto sciocco questo possa essere.
Nella mia prossima vita, se mai ce ne sarà una, quasi quasi mi converrebbe rinascere cane, o per meglio dire rinascere Toby: mi fa sempre molto ridere la posizione che è in grado di assumere per dormire o per rilassarsi.
  • Augurio no.3: che il vostro anno sia comodo, rilassato e anche disubbediente in maniera tollerabile. Che vi faccia ridere, che vi faccia intenerire, che vi faccia anche arrabbiare ma subito dopo perdonare. Che possa insegnarvi tanto, che possa essere spontaneo, diretto, amorevole e fedele ai vostri sogni e alle vostre aspettative. Che possa essere energico, irrequieto quanto basta, che vi sappia trascinare, che vi faccia esplorare, che vi riempia di amore e gioia.
 E ora basta auguri, spero ce ne siano a sufficienza per tutti, ma soprattutto che almeno per la legge dei grandi numeri uno tra tutti questi si realizzi.
Sarebbe già un buon risultato! :)

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13 dicembre 2011

Changing is never a waste of time



Così cantava la cara Alanis.
E non mi sento di darle torto: se il cambiamento non è mai una perdita di tempo, è sicuramente un investimento di risorse. E va da sè che i cambiamenti si facciano poco alla volta, a piccoli passi.
Quest'anno, dunque, ho cercato di investire il tempo libero che ho scelto di avere in maniera costruttiva, preparando -finalmente! - i miei regalini golosi, quelli che ho sempre cercato ma non sono mai riuscita a realizzare.


Ho scelto di preparare i famosi omini di pan di zenzero!
Si, ok, visti così "a nudo" non sembrano proprio proprio quelli del film ma erano una sfornata di prova. Non avendoli mai fatti, e non avendo nè un mixer nè un'impastatrice, prima di regalare qualcosa che insomma proprio buono non è, ho voluto sperimentare e devo ammettere che sono ottimi!
Con modestia, perchè è difficile che mi autocelebri, vi consiglio questa ricetta: anche da impastare a mano non è poi così tremendo come pensavo. Ok, dopo aver impastato per 25 minuti mezzo chilo di impasto per focaccia a mano, qualunque cosa mi sembrerà semplice...
Ma rimane il consiglio: cucinateli, sono ottimi!

Ora rimane l'operazione glassa, e questa è un'altra bella sfida... I'll let you know.
Per la ricetta, ovviamente, vi invito a visitare il Ricettario Illustrato.
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3 dicembre 2011

Week summary

Complice il beneamato Instagram, vorrei illustrarvi la mia settimana; densa di eventi mondani (uella!), ma anche di riflessioni (come sempre) e pensieri per il futuro.


Lunedì sera - Uscita con le psi girls. Non solo ovviamente compagne di studi e di avventure, ma anche amiche che con me hanno (e continuano a) viaggiare, ridere, sperare.
Abbiamo salutato il ritorno, dopo lungo tempo, nelle terre natie di una di loro, partita per amore, ritornata per la stessa ragione.


Martedì - E sempre di amore si tratta quando si parla di Toby the Dog, il mio mezzo cane che non riesce (non vuole?) a capire che la sua cuccia non è il nostro divano, o che se proprio vuole, potrebbe usare la metà a lui dedicata, quella con lo stuoino che, come potete vedere, lui bellamente ignora.
Cosa non si da per amore.

 

Mercoledì - Non penso sia normale la scomparsa di TRE chiavette usb, di cui una a forma di gallina, bellissima. Sorvolando sul fatto che dentro le chiavette ci sono ovviamente documenti personali, ma anche forse delle foto e degli scritti, non sembra possibile averle smarrite tutte e tre. Ma ancor peggio è non riuscire a trovare un negozio che ne venda Oò
In preda alla disperazione, sono entrata dai Cinesi, che hanno sempre TUTTO. Non le avevano nemmeno loro, e allora mi sono preoccupata.
Poi mi sono imbattuta nella felpa pelosa di Abimarie e Fiona, splendida imitazione di Abercrombie&Fotch e ho pensato che tutto è normale, e che da qualche parte ritroverò le mie chiavette.

 

Uccio è un ottimo cuoco, e mi ha insegnato una ricetta sciuè sciuè (veloce) in momenti di difficoltà: pasta con alici, pomodorini e cannella. Io non avevo in casa i pomodorini e quindi li ho sostituiti con i dadini di mozzarella (idea di Cavoletto). Ho tenuto come spunto la cannella nell'acqua della pasta, ma per parlarne meglio, direi che possiamo accomodarci nel Ricettario, no?


Venerdì - In giro alla ricerca di un regalo di compleanno, mi sono imbattuta in questo simpatico (?) esemplare di velociraptor peluchoso. E il mio primo pensiero è stato: dopo aver visto Jurassic Park, ci sarà mai qualche bambino/a che lo vorrà in dono? Io no di sicuro.

E la vostra settimana invece, come è andata?

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2 ottobre 2011

That's Bakery

Le cupcakes mi piacciono molto, esteticamente parlando.
Le trovo piccole gioie (nel senso di gioielli) per quanto possono essere belle e delicate.
A onor del vero, però, avevo assaggiato solo le mie cupcakes florentine, che avevo preparato molto tempo fa.
Buone, non certo però coreografiche come dovrebbero essere delle autentiche cupcakes.
Naturale quindi che mi fosse rimasta la curiosità, soddisfatta qualche giorno fa quando sono passata - finalmente - da That's Bakery, una sorta di competitor di California Bakery che, personalmente, per quanto bella e buona io non riesco ad adorare sino in fondo (o meglio, che apprezzavo finchè era solo un bugigattolo in zona Largo Augusto che nessuno cagava più di tanto, e che quando ne parlavi tutti ti domandavano: "California cosa?!"e non la pseudo catena sovraffollata di adesso in cui devi prendere a testate chiunque per avere un tavolo. Piccola nota narcisistica: c'è da dire che ho fiuto perchè la California Bakery e GROM li frequentavo molto prima che venissero osannati da tutti. Che abbia fiuto? Sta a vedere che il mio vero lavoro è la Gourmet Scout!).

Riassumendo, un Venerdì di ritorno da Scuola (sì, Scuola), avevo bisogno di confortarmi, perciò sono andata alla ricerca di un packaging accattivante e di una sostanza che mi sembrava goduriosa.
Trovando bellissima l'insegna di That's Bakery (a livello estetico) molto più di California Bakery me ne sono uscita con un bel pacchettino da 4 bombe caloriche, per la modica cifra di 12€.
Evidentemente lì non si ragiona a prezzo al kg, ma considerato il peso di ciascuna cupcakes mi sono portata a casa più di mezzo kg di dolce, che qui vi mostro.
[Dall'alto verso il basso, da sin a dx]
American Cupcakes - Non amo il burro di arachidi ma questa cupcakes merita. Se non temete un'otturazione alle coronarie naturalmente.
Velvet Cupcakes - Buona, null'altro da dire.
Chocolate Cupcakes - Non amo molto le cose al cioccolato, la ganache era comunque buona.
Tiramisu Cupcakes - Forse la migliore. Ottimo contrasto.

Nota stonata: non so se sia una caratteristica delle cupcakes, ma queste - essendo di dimensioni notevoli (più grandi del pugno della mia mano) - avevano una quantità di crema piuttosto grande.
La base risultava spugnosa e difficilmente integrabile con un mammozzone simile.
Risultato: assolutamente goduriose, ma solo per chi non ha alcun timore di ingrassare istantaneamente e chi sopporta il molto dolce.
Una -a  mio avviso - è impossibile da mangiare da soli.

PS: ci tengo a precisare che non sono sponsorizzata da nessuno, purtroppo. Non percepisco marchette nè in denaro nè tantomeno in dolci, per quanto forse mi piacerebbe :)
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11 aprile 2011

Cheers!

Promemoria di un bellissimo weekend goduto soltanto in ritagli di tempo, degni comunque di nota. 
Un weekend che ha avuto come filo conduttore involontario e non ricercato le birre (anch'esse degne di nota) del Birrificio Baladin.

La prima, bevuta sabato, una Elixir doppio malto. Birra un pò puttana, come recita la carta delle birre dell'Acquacheta di Milano (andate! E' un ordine per chi desidera mangiare carne buona a prezzi non proprio contenutissimi, in una location che ti sembra tutto fuorchè Milano), doppio malto di una corposità inebriante. Buonissima, ma occhio ai 10 gradi che si porta dietro. 
La seconda,Wayan, bevuta invece a La Pentolaccia di Casalbetrame (NO) (insospettabile trattoria che dall'esterno sembra un anonimo bar di paese, in cui tutto è buonissimo, dall'antipasto misto al pesce), birra ai cinque cereali dal sapore e consistenza più leggere. 

Non ci resta dunque che replicare a breve questo weekend godereccio visitando il birrificio Baladin in persona ;)

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20 febbraio 2011

Hello, we are home-made doughnuts!



Mi sembra passato un secolo dall'ultima volta che sono riuscita a cucinare qualcosa di serio. Non che preparare il cous cous non lo sia, ma ultimamente per mancanza di tempo mi capita di rado di cimentarmi in qualche ricetta nuova. Per fortuna ho la possibilità di pranzare a casa e quindi riesco a mangiare decentemente anche a pranzo (grazie mamma!).
Oggi, che è Domenica, mi sono imposta, nonostante la miriade di libri ancora da studiare, di utilizzare il mio regalo di San Valentino. Ossia un doughnuts-maker come questo :) 
Ho seguito la ricetta per l'impasto contenuta nella scatola, ma c'è qualcosa che mi convince poco... troppo poco zucchero. Non avendo una grande passione per le glasse non mi sono cimentata in sciroppi colorati, che sicuramente sono un pò il punto forte di queste ciambelline.
Per la ricetta e i dettagli culinari, però, vi rimando al mio Ricettario Illustrato :)
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28 settembre 2010

Day 359 - About cups, apple and conversion

Ieri mi sono svegliata con un clima decisamente autunnale ed è partita subito l'associazione di idee: autunno - torta di mele. Così, provvidenziale, Bakerella mi ha fornito lo spunto ideale.
Peccato che essendo lei americana o canadese o chissà di dove usi un'unità di misura a me ignota: le cups. Uhm. Ma cups come? Di thè? Di latte? E la farina? Così mi sono fatta una cultura sulle cups, solo per venire a scoprire che ciascuno dava una propria interpretazione (180 ml = 180 g, o 200 ml = 200 g). Io non mi sono affatto scoraggiata, l'approssimazione in cucina non è mai stata un problema per la sottoscritta, così un pò ad occhio un pò no ho tirato fuori una torta secondo me decisamente buona e anche un pò calorica. Dolce ma al punto giusto. Mi piace, sì. E non solo a me... ;)
Per lo sproloquio in cucina, qui.
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20 settembre 2010

Day 350 - Quiche Lorainne


Oggi piove e la temperatura si è decisamente abbassata, quindi via libera al forno! E cosa voglio cucinare? Una quiche lorainne. Peccato che nei miei blog culinari di fiducia non ci sia una ricetta che sia una per una semplice quiche lorainne da tradizione. Tutte cose strane e indubbiamente buonissime (con mele e camembert; piuttosto che con peperoni e sa Dio cosa), ma non certo quello che cerco. Così la ricetta me la sono fatta io: non avendo tempo di pasticciare con la brisèe (per meglio dire: non avendo trovato una ricetta che mi convincesse, ecco), l'ho comprata già fatta (non mi formalizzo mica. Dove non arrivo io, arriva papà Esselunga :D) e il ripieno un pò ad occhio e un pò per sentito dire...
Ma la storia della quiche ve la racconto da un'altra parte ;)
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9 settembre 2010

Day 341 - Comfort food


Non nel senso di cibo che ingerito ti dona sollievo, gioia o... conforto. Anche, ovviamente. Perchè la panna cotta è dannatamente buona, e sfido chiunque a dire il contrario :)
Ma oggi, mentre preparavo il fudge (un fudge che meriterebbe una storia a sè per quanto è buono, per quanto è perfetto, per quanto mi ha ustionata parte del labbro superiore mentre lo assaggiavo... :P) e osservavo affascinata lo zucchero che si caramellava ho pensato che in fondo il cibo - ancora una volta - è metafora dell'essere. A me il caramello non era mai riuscito bene prima d'ora un pò perchè non avevo letto a fondo le ricette (ops!), e un pò perchè non mi fidavo. Mescolavo appena vedevo formarsi i cristalli e mi dicevo: ma come mai non mi riesce? E la risposta era semplice: conoscenza, tempo e fiducia.
E ho pensato a quanto il semplice caramello sia un pò la metafora di quello che potrebbe essere la vita: se ci credi profondamente, da quello che sembra un disastro (lo zucchero che sta per bruciare), uscirà qualcosa che ha in sè una perfezione particolare perchè nasce dal superamento di una crisi, perchè si origina oltre un punto che definiresti di non ritorno.
Ecco perchè questa pannacotta, oggi, mi conforta. Perchè forse da quello che potrebbe sembrare un punto di non ritorno, invece, si scopre una svolta. Inattesa e bellissima :)
Ma bando alla ciance! Ecco la ricetta, della beneamata Cavoletto.
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1 settembre 2010

Day 333 - One of my favourite ice cream

Tra i gelati confezionati il mio preferito è indubbiamente l'Haagen-Dazs, anche se - debbo dire - il barattolino Sammontana alla panna cotta merita sicuramente rispetto! ;)
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30 agosto 2010

Day 331 - Choc-o-Lait

Tempo fa, non mi ricordo nemmeno come, mi ero imbattuta nel sito di una cioccolateria Lussemburghese, che produceva dei cubetti di cioccolato con bastoncino da immergere nel caffè o nel latte, al posto del cucchiaio. 
Questa idea mi era poi scivolata di mente, si era annidata in un angolino della mia testolina e lì si era messa a risposare. Fino a che non è capitato di organizzare un weekend a Brussel, e i cubotti di cioccolato sono tornati prepotentemente alla ribalta. Ovviamente non ricordavo più niente: nè il sito, nè il nome della cioccolateria, ma sono partita con la speranza di trovare ciò che cercavo. E ci sono riuscita :) 
Se volete qualche informazione in più: cliccate qui
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24 agosto 2010

Day 326 - My favourite biscuit


Le gocciole! Non so resistere, davvero. Buone anche quelle a marchio Esselunga, anche se le originali sono tutt'altra cosa ;)
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23 agosto 2010

Day 325 - Fusion

Una delle cose che più mi piace della cucina e del cucinare in genere è il fatto che si può sempre migliorare e importare sapori, prodotti e colori da altre culture e altre vite.
In Sicilia ho conosciuto una ragazza rumena che mi ha fatto assaggiare questa crema di melanzane. Sono rimasta folgorata: è buonissima e di una semplicità disarmante! La ragazza mi ha spiegato che in Romania è un piatto "tipico", solitamente si prepara in estate e si conserva come le marmellate, fino all'inverno, quando si usa per accompagnare quasi tutti i piatti e pietanze a base di carne.
Per la non ricetta, sempre da questa parte.
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