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23 maggio 2013

True colors


In questi giorni, complice la ri-verniciatura di casa, ho cominciato a pensare che le relazioni e i rapporti umani sono come le tinture.
Un bel colore è il risultato di diversi pigmenti, mischiati tra loro con un buon bilanciamento. E' necessario curare questa mescolanza, ed è necessario provare anche diverse volte per ottenere il risultato e la sfumatura desiderata.
E ho anche pensato che un amore sincero non può esimersi dall'avere come base di colore un'amicizia profonda e sincera, tanto rispetto, pazienza.
Poi certo, si deve aggiungere quel rosso carico che da una scossa al tutto. Ma non si può vivere solo di quel rosso, di quel colore così accesso che all'inizio abbaglia.
La base deve essere forte e solida e tenace, ma arrivare da un altro percorso.

E siccome di cose semplici ma importanti si sta parlando, aggiungo anche una poesia che ho incrociato in una scuola elementare e ci ricorda una semplice verità:

POICHE' TENTAR NON NUOCE
(R. Piumini)

Non aspettare che ci sia il sereno
o cada una tiepida pioggia
o l'orchestra dei fiori
cominci a suonare
o i già muti pesci
tacciano ancora di più.

Fa' che ti basti che cominci il giorno
e che sia fatto chiaro
come pagina bianca
voltata dopo
la nera.

Allora tieni la faccia
più alta che si può
e tenta

poichè tentar non nuoce.
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23 gennaio 2013

Streaming life


A volte bastano le associazioni di idee. Oppure il così detto stream of consciousness, che ha troppe vocali per essere una parola semplice.

E quindi basterebbe scrivere qualcosa di simile:
Pensieri pensati scritti e letti ad alta voce, ti ci devo portare, appena l'ho visto ti ho pensato, che bella luce, polaroid, lista di desideri, mescolare qb, un bel gioco davvero dura poco?, taccuino di viaggio, biglietti di viaggio, spazzolini portati e lasciati, dimmi di sì, bustine di lievito e odore di libri, biscotti sfornati e regalati, mani che sanno di mandarino, cerotti alle dita, camminare stringendosi per mano, hai mai letto Coe?, essere felici in pubblico e in privato, non dirlo, dirlo, dillo!, non sono brava a disegnare ma ad immaginare, fai come se fossi a casa tua, rimani quanto vuoi, arrivo.
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14 gennaio 2013

The others - Let me introduce you Elliott Erwitt


Ieri sera mi sono imbattuta in uno di quei tomi fotografici dalle dimensioni di pietra miliare. Quei tomi che bisogna essere in due per sfogliarli.
E credo proprio siano in qualche modo pietre miliari questi scatti, che arricchiscono la vita.

Parto dal condividere le fotografie di Elliott Erwitt.

Non avevo mai pensato al suo amore per i cani, nè all'ironia che traspare dai suoi scatti, ma soprattutto non conoscevo la sua  capacità di ritrarre l'amore nel e del quotidiano così bene.

 

Credo conosciate questo scatto perchè la campagna p/e 2012 di Jacob Cohen è stata realizzata proprio e nientemeno che da Mr Erwitt, in collaborazione con Frank Capa. Insomma, quando lasciate svariati centoni di euro al signor Cohen per i suoi jeans, sappiate che state pagando anche il lusso di una campagna simile.
Forse, in effetti, i soldi spesi per i miei Jacob Cohen sono un'opera d'arte. Mi consolo pensando così.



E come detto, il buon Elliott sa essere ironico ma anche terribilmente sintetico: in uno scatto racchiude tutto quello che si può dire, a mio modesto avviso, senza parlare, sull'Amore.

 

A voi ogni commento :)


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10 dicembre 2012

Eat, pray, love


Premessa: non ho visto il film (e non lo guarderò, perchè non mi attira minimamente), non ho letto (ancora) il libro.
Perchè questo titolo, dunque, e questa immagine?

Perchè oggi ho ereditato molti libri, complice una partenza, e tra i kg (non scherzo!) ereditati, c'era anche questo titolo.
Penso che questa sia comunque una delle cose più belle mi sia mai capitata, ereditare dei kg interi di libri. Trovo un gesto bellissimo, un passaggio di testimone che prelude ad una nuova vita. Perchè questo sono, i libri, frammenti di vita racchiusi in una copertina e non vanno mai buttati, ma sempre fatti girare e respirare. Riciclati, che brutta parola, ma usiamola, solo per questa volta. I libri vanno regalati, ereditati, prestati, vissuti. Accompagnano e aiutano, sempre.
I libri sono silenziosi testimoni di noi, delle nostre vite, paure e desideri. E mentre spulciavo nel mucchio, ho pensato al grande, enorme, regalo, che la persona in partenza mi ha fatto, forse senza badarci, o forse badandoci eccome ma senza dirlo.
Regalare così tanti libri, che segnano un'epoca e una vita, significa dare in mano a qualcuno un profondo biglietto da visita, come a dire: "Io sono questa persona, la mia parte più vera e non detta, risiede qui, tra queste pagine".

Grazie allora per avermi dato in eredità non solo il grande bellissimo compito di far vivere di nuovo tutto questo, affinchè non vada nè perso, nè sprecato nè - cosa inconcepibile - buttato.
Grazie per avermi fatto sbirciare nella tua vita, perchè anche solo leggendo i titoli ho capito molte cose.
E quanto sarebbe bello, avere come biglietto da visita nient'altro che i propri libri e il proprio nome.
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8 dicembre 2012

Pan de nus, cib de spus


A quanto pare la zona Porta Venezia - Corso Buenos Aires e vie annesse (in particolare F. Casati dove c'è Pavè e A. Tadino dove dimora il posto del quale vi sto per parlare) sembra diventata un ricettacolo di splendidi posti nei quali tornare e nei quali mangiare.

Oggi, infatti, complice la segnalazione casuale di un'amica (grazie Irene), ho avuto il piacere di conoscere Pandenus, una panetteria in cui è possibile fare praticamente tutto: dalla colazione all'aperitivo serale passando per il pranzo, il brunch e la merenda.
Detto così suona un'arlecchinata spaventosa, ma non c'è niente che non sia fuori posto - all'apparenza - da Pandenus. Nemmeno l'arredamento, tutto sui toni del legno scuro naturale e dei divanetti laccati di rosso.
Un posto buono, che odora di buono e in cui viene esaltato l'alimento per eccellenza: il pane.
Pane di noci, cibo di sposi, e quindi Pandenus che già il nome meneghino me lo fa ben apprezzare.

Noi ci siamo state per il brunch, ottimo e abbondante: quattro menù a 17€ l'uno.
Il mio comprendeva: selezione di assaggi Pandenus (come tutti e 4 i menù e che vedete in foto e che a malincuore abbiamo avanzato), fette biscottate con burro e marmellata (come tutti e 4 i menù, ottima la marmellata), uova alla benedectine, due fette di pane ai cereali tostate, patate alla griglia (tipo roestli, per chi conosce il genere), yogurt (ammazza chebbono), macedonia (le fragole a Dicembre sono un pò uno scivolone ma glielo perdoniamo), pancakes, succo d'arancia e tè/caffè (a scelta, espresso o americano. Con tutto ciò che ho mangiato il caffè americano è stata una manna divina!).

Unica nota stonata era la ressa: noi siamo arrivate verso le 12:15 e abbiamo trovato al pelo un tavolo (non si può prenotare) e il locale, poco dopo si è riempito di avventori che compravano il pane o che semplicemente si fermavano per un caffè. La musica è ottima, e anche il volume giusto.
Il servizio non è proprio simpaticissimo e cortese, ma glielo perdoniamo dato il via-vai di gente che doveva gestire.
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7 dicembre 2012

Happy B-day to me!

 

Ed è giunto finalmente il fatidico giorno del mio compleanno, che ho festeggiato girovagando per gli stand della fiera, ri-assaggiando sapori ben noti, rifuggendo il padiglione internazionale per dedicarmi a quello nostrano.

Una birra e un brindisi allo Scott Duff, un posto molto carino ma dal Menù un po' povero, mi aspettavo più birre e soprattutto più cibo. La musica è molto bella, così come la location, anche se da fuori non gli avrei dato una lira.
Costola del più famoso Scott Joplin (irraggiungibile per me!) non so bene su una scala da 1 a 5 stelline quante ne darei, forse 2.

Ma il vero pezzo forte del compleanno è stata lei: la torta al croccantino e cannella di Ernst Knam, pasticcere tedesco che ha scelto il proprio nido in una viuzza tranquilla, traversa del più noto Viale Montenero, e che sforna torte dagli accostamenti particolari ma dai sapori equilibrati.
Posso parlare naturalmente della mia, non di tutto il vasto assortimento: una texture veramente notevole, con una mousse gradevolissima che si scontra con la base di frolla croccante. Anche i sapori si amalgamano bene, nessuno (nemmeno il cioccolato fondente) copre o sovrasta gli altri.
Ottima anche l'idea - che sembra c'entrare poco e niente - dei mirtilli decorativi: donano un tocco di asprigno che ben si sposa con il dolce del croccantino.
Confezione e presentazione bellissima, prezzo comunque accessibile: una tortina di 12 cm di diametro (indicativamente per 4 persone): 24€.

Prosit! :)


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26 novembre 2012

Red passion

 

Succede che un bel giorno, per puro caso, ti imbatti in un volantino che sponsorizza un evento denso (fin troppo) di libri: Bookcity Milano
Il programma è sin troppo ricco di eventi che tra conferenze, workshop e incontri, da venerdì a domenica terrà impegnati gli hipster della città (utilizzo il termine un pò a caso, perdonatemi).
In soldoni, l'evento che mi colpisce è un party organizzato in uno dei padiglioni del Museo della Scienza e della Tecnica (bellissimo, per inciso, andateci), dove puoi salvare i libri dal macero.
Libri di case editrici indipendenti, rovinati, che non possono essere commercializzati. 
A seguito di questa informazione, io ci metto del mio (complice il programma non chiaro) e mi creo la fantasia di poter andare lì e prendere tutti i libri che voglio. Inutile dire che la realtà era un'altra: 12€ per un bicchiere di vino in un bicchiere di plastica (che non ho bevuto causa antibiotici) e trenta minuti di coda per entrare in un serraglio all'interno del quale giacevano tre mucchi di libri per terra, dai quali dovevi pescarne UNO. Sembrava la prova sadica di un reality show.
Il mio uno è quello che vedete, scelto in un baleno, senza nemmeno pensarci. Non l'ho ancora letto e spero di poterlo rivendere al Libraccio, almeno mi rifaccio del biglietto di ingresso che mi è toccato pagare per fare la salvatrice di libri.

Poi per carità, nel secondo evento quello domenicale (una passeggiata scrausa e scarna tra i luoghi esoterici di Milano..) mi è anche capitato un incontro denso di significato, che ti fa domandare quanto il Caso/Destino/Fato (scegliete voi la parola adatta) pesi nelle nostre vite.


Succede anche che Pavè entri nelle 5 migliori pasticcerie di Milano e uno dei luoghi più affollati della città in determinate ore.
Ecco. Io ci andavo da prima, quando ancora non se lo cagava nessuno ed eravamo in quattro di numero al tavolo.
Giusto per dire che forse ho sbagliato lavoro e dovrei fare la trend setter o la cool hunter. Giusto perchè sono modesta.
(Nella foto: bicchierino con crema di cioccolato al latte, croccantino al cioccolato e composta di lamponi).


Succede poi di andare al cinema per 2,50€ e questa è forse la cosa migliore del mese. Mai andata in tutta la mia vita per una cifra così modica al cinema.
Anteo I love you!
Ma soprattutto, Myazaki I love you, perchè nei tuoi lungometraggi/film/cartoon (scegliete voi la parola più adatta) ogni cosa ha (e se non ce l'ha poi lo trova) il suo posto, ognuno ha un suo ruolo (buono o cattivo che sia) e su tutto regna una delicatezza squisita, che ti riappacifica con il mondo e che ti fa pensare che uno spazio in questo mondo forse lo troveremo tutti, con fatica, ma lo troveremo.

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22 ottobre 2012

Skin and bones



L'immagine in questione, per ovvie ragioni, non l'ho scattata io, ma e' una delle opere di Body World che mi è piaciuta di più, oltre ai cervelli.
Mostra sui generis Body World devo ammetterlo. Anche il concetto di opera d'arte che vi sta alla base. In fin dei conti il corpo umano è un marchingegno più che perfetto, che vale la pena effettivamente celebrare. Poi ciascuno, in questa mostra, può trovare ciò che la sua sensibilità gli suggerisce: raccapriccio, curiosità, anatomia, horror, scienza.
Rimane sicuramente valido il messaggio che mi porto a casa dopo la mostra: alla fine, come canta il buon Davide, "sotto tutti i vestiti, sotto sono nudo". Siamo dunque tutti come quei tre giocatori di poker: l'unica cosa che ci distingue da loro (pelle a parte) sono le scelte che compiamo.


La vita stessa, che compiamo tutti i giorni, è in fondo una scelta.
E credo anche sia vero ciò che a volte si dice, che ci pensa la vita, e che in fondo le coincidenze non esistono: se le cose accadono, una ragione c'è. A volte non si vede, ma se si ha la pazienza di sbrogliare il filo, forse si capisce qualcosa in più.

Giusto per non farci mancare nulla, c'è stato un sofferto cambio della guardia: il mio Iphone non si è più svegliato una mattina, e quindi volente o nolente l'ho sostituito. Toby ha fatto da cavia per testare il nuovo fido compare (un Samsung Galaxy Nexus) e la sua fotocamera.
Per ora, soddisfatta, molto!
Dopo questo weekend, che è stato anche di gioco, mi porto a casa tre parole, che ri-suonano: rimasugli, ricostruzioni, rinascite.
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21 settembre 2012

A strange theory

Ho una carissima amica (grazie al Cielo!) che ha una curiosa teoria: da sempre siamo stati abituati a celebrare e festeggiare i momenti belli della vita. Mai nessuno, forse, ha pensato a brindare nei momenti cattivi, per darsi coraggio, per capire che c'è del buono anche nel marcio (e del marcio nel buono, ovviamente).
Così, seguendo questa curiosa teoria, mi ha portata ad annegare la mia sofferenza in un posto molto bello, che per sapori e odori ci ricorda la nostra amata NYC.

Tizzy's si trova sui navigli, proprio a pochi passi dal Libraccio, nel cuore di quella che a volte e a tratti viene definita la poliedrica movida milanese dell'aperitivo.
Ti siedi fuori su tavoli di metallo (perchè la stagione lo permette) e tra venditori di rose e mendicanti (Mio Dio, ma quanti sono? Quanto basta per bloccarti la fame e farti sorgere molte ansie sul tuo futuro e molte domande) cerchi di ordinare e di farti capire dal cameriere che sembra in effetti appena sbarcato da NYC.
I prezzi sono quelli della movida e dei navigli: 12€ panino con patata escluso bere. I dolci scordateveli: sono un salasso (6€ la fetta di cheesecake... prego?!).
Il panino non è male: viene servito aperto a metà, così che tu possa farcirlo di salsa quanto vuoi e quanto basta.
Molto periglioso è riuscire a mangiare senza farsi colare salsa e unto in ogni dove. E la mancanza di tovaglioli penalizza il tutto, rendendola un'operazione sanguinaria e unta.
Per il resto il panino si merita un 7: è buono, ma non esageratamente buono, forse perchè siamo abituate a Mc o Burger King che sanno di plastica. Magari esiste la dipendenza da plastica, anche se non entro in un Mc da anni, ormai, e non per una qualche ragione etica, sono mancate le occasioni e non le ho mai cercate.
Scordatevi che abbia qualcosa a che fare con quelli che mangiavamo a NYC: non esiste proprio, ma diciamo che hanno qualità superiore a quella di BurgerMama, grande delusione (anche se look decisamente migliore!).


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8 agosto 2012

Yes, I am still here

Per chi se lo stesse chiedendo, non sono stata risucchiata in un buco nero, nè tantomeno mi sono trasferita a Bora Bora. Non ancora per lo meno ;)

Odio questi post che racchiudono i miei update saltuari, ma sono a volte necessari per condensare tutto il condensabile; e per amore di onestà devo imputare questa scomparsa a Instagram, che racchiude perfettamente il senso di questa nostra epoca dove l'attesa e il tempo sono pressocchè ridotti allo zero.
Ma niente pipponi filosofici, oggi! Voglio scrivere un post che condensa tutte le cose belle che ho scoperto o mi sono capitate in questo periodo, so here we go :)


 

E' accaduto, una sera, che io assaggiassi per la prima volta il gelato alla liquirizia. Embè, dirà qualcuno, cos'avrà mai di così eccezionale questa notizia? Niente, se non fosse che ho sviluppato una vera e propria addiction per la liquirizia (di cui sono sempre e comunque stata un'estimatrice). Ciò detto, mi sono imbattuta, da Tiger (un negozio che dovete assolutamente visitare almeno una volta nella vita, anzi, un paio in più!), in questa liquirizia salata. 
Come dicono a Roma: non poi capì!
Assaggiatela, poi ne riparleremo :)

 

Tanti anni fa, ormai forse una decina di anni fa, un'amica molto cara mi disse che secondo lei sarebbe stato importante se non indispensabile avere al proprio fianco qualcuno che ci aveva conosciuto e vissuto quando avevamo 14 anni, perchè avrebbe veramente potuto capire molto di noi.
Questa amica è tuttora una cara amica, e questi dieci anni sono passati, così come il Liceo fatto assieme, l'Università e il mondo che è venuto dopo.
Riconosco, come riconobbi allora, la sua saggezza e sottoscrivo le sue parole: tenetevi strette le persone che avete conosciuto quando avevate 14 anni, tante paure e tanti sogni nella testa. Quelle che hanno bestemmiato (si fa per dire) con voi su una versione di Greco, quelle che vi hanno dato il cinque per un 10 preso in Latino, quelle che hanno girato il mondo con voi con la spensieratezza e la disillusione che si hanno solo a 14 anni, quelle che vi ricordano sempre con la loro presenza di che belle persone voi siate, nonostante tutto, nonostante i tanti difetti che avete.
Amen.


Molto banalmente, un animale vi può cambiare la vita, la mente e l'atteggiamento. Con me l'ha fatto e continua a farlo questo botolo peloso.


Della serie non è tutto oro quello che luccica.. non riesco a capacitarmi di come, in questa estate milanese, La Gelateria della Musica possa essere definita tra le migliori della città. Compare su recensioni, liste, guide, ci vogliono a volte 40 minuti di coda per ottenere un gelato ingiustificatamente caro (2,20€ la coppetta/cono due gusti).
Ero partita con grandi aspettative: che meraviglia il sogno di qualcuno che si avvera (lui mi dicono fu dapprima musicista), qualcuno di giovane poi! Che meraviglia un luogo nel quale i sapori sono naturali ma particolari etc.
Niente di tutto ciò! La gelateria è minuscola, ma su questo chisseneimporta, i gusti sono sicuramente ricercati, anche se a causa della ressa (con tanto di buttafuori) sono riuscita a leggerne ben pochi, la consistenza è ottima (cremoso e denso), ma ragazzi.. che sapore chimico! 
Il gelato mi ha lasciato - e ha lasciato anche ai miei accompagnatori - una sete atavica, di retrogusto chimico. Mai successo prima con un gelato, onestamente.
Per cui: alla larga da un posto simile, decantato senza ragione alcuna.

 

E siccome siamo in tema confessioni.. vi confesso di aver errato, come ogni essere umano, e di aver acquistato queste scarpe-ciabatte-sabot (non so come nominarle) che per anni ho definito orrende, e che continuo a definire orrende.
L'acquisto però credo sia utile come ciabatta sportiva: consente un'asciugatura rapida, il piede è protetto ma arieggiato. Devo anche dire che la comodità - sino ad ora - è pazzesca, e il colore è bellissimo! 
Ecco, rimane pur sempre una ciabatta poco fine, a metà strada tra l'infermiere e il muratore da indossare sicuramente solo per determinate occasioni ;)


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4 luglio 2012

Yellow

 

Che bello svegliarsi una mattina, uscire di casa e scoprire, così, all'improvviso, una bicicletta gialla.
Mette allegria, speranza, gioia.
E non importa se anche un'idea che avevi curato (forse troppo), accarezzato e coccolato senza darle mai vita, è diventata concreta nelle mani di un altro, lasciandoti a bocca asciutta, lasciandoti con molto rimorso e con un filo di tristezza.
Non importa nel senso che questo servirà a pedalare più veloce, la prossima volta.
E non importa perchè, fino a che esisteranno biciclette gialle, che appaiono all'improvviso, allora forse potrà apparire nuovamente all'improvviso e all'orizzonte una buona idea, con la quale pedalare verso il futuro.
Con coraggio, con un sorriso, con un pò di giallo in più.

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2 giugno 2012

Blogito ergo sum


Prendo in prestito il sottotitolo del blog della Vale, una mia carissima amica, per introdurre questo post.

Tra le tantissime cose che mi è capitato di fare questo Giovedì, la più faiga sicuramente è stata partecipare in qualità di blogger all'inaugurazione del nuovo Virgin Active Village, Città Studi.
Ebbene sì, potrò spuntare dalla mia wish list anche questa: essere invitata in qualità di free press ad un evento mondano. Evviva! 

Siccome era la prima volta forse mi sarò persa qualcosa, forse non ho fatto quello che dovrebbe fare una blogger, non lo so. Mi sono accodata alla stampa per il giro in anteprima del village, ho curiosato e no, non ho partecipato al ricchissimo e buonissimo buffet causa allenamento di boxe di lì a poche ore (eh si, quando faccio le cose, le faccio per bene!).

Il Village è sicuramente un club notevole: tutto giocato sul contrasto rosso-bianco-beige ospita su tre piani un edificio polivalente.
Al pianterreno una restroom con tavolini, bar e un mini market gestito da Gustò Kitchen che non so se prende il suo nome in onore dello chef/critico gastronomico di Ratatouille, ma sicuramente lavora bene: prodotti freschi e di stagione, in packaging eco friendly e dall'aspetto accattivante. 
Trovo anche molto intelligente la loro proposta di delivery in pausa pranzo, per poter mangiare sano e con gusto anche in ufficio. Al Virgin Active è possibile acquistare nel banco frigo monoporzioni con tanto di apporto kalorico sulla confezione, scritto bene in evidenza. Non sia mai che uno arrivi a scordarsi che la parmigiana forse tanto dietetica non è.. :-)


Ritornando al Village, è impressionante il numero di tapis roulant, attrezzi per pesistica, muscoli (scusate, non conosco i termini tecnici) disponibili! 
Lo spazio è molto grande, arioso, pulitissimo. Una piccola città del fitness in miniatura.

La cosa che mi ha però maggiormente impressionata (e interessata) è la zona beauty-spa-relax, che comprende una piscina molto bella (non molto lunga nè profonda nè larga, però ahimè), il percorso kneipp (avete presente? caldo-freddo per i piedi), le docce emozionali, idromassaggio con cascata, e poi.. le saune! Mai vista, nemmeno alle terme di Brunico, una sauna così bella, spaziosa, e grande.
100 punti!
Ancora da sistemare (mancano gli ultimi tocchi) la sala relax, con luci soffuse, lettini riscaldati (?), musica lounge. Molto, molto bello devo dire.
Sono rimasta anche colpita dalle docce-spogliatoio con tanto di asciuga-costume-in-trenta-secondi, che non so come possa non cuocerlo, ma mi fido, l'aggeggio era altamente tecnologico.

 

Non posso ahimè fare paragoni con altri villaggi fitness, ma devo ammettere con sincerità che mi ha fatto venire la voglia di sottoscrivere un abbonamento, o quantomeno di andare a dare un'occhiata (per un confronto) anche al Village che c'è vicino casa mia.
Tra i giornalisti, blogger e addetti stampa sentivo fare dei confronti, mi è venuta la curiosità dunque di verificare di persona, anche perchè credevo che i village fossero standardizzati, e invece pare che ciascuno abbia del margine di manovra e di autonomia.
Molto interessante :-)

Vi lascio poi con un cartello che mi ha fatta particolarmente ridere, ma con il quale concordo appieno.
Da notare la finezza con cui è stato scritto: io, da bravo camallo, pensavo ci sarebbe stata un'altra parola al posto di corpo, che iniziava sempre con la C.. :-)



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29 maggio 2012

Farewell, Picnik! (and a life summary)

Lo ammetto, la chiusura di Picnik mi ha destabilizzata.
So che potrei utilizzare il mio account G+, ma non è la stessa cosa. Anche perchè non capisco come si fa. Se qualcuno mi fornisce un tutorial, ringrazierò.


Per il life summary, un pò sparsamente (ammesso si possa utilizzare un avverbio così brutto):
Ai primi di Maggio sono stata un pò a zonzo per il mare, passando accanto alla tanto massmedizzata Costa Crociere, facendo il primo bagno della stagione, bevendo un caffè disgustoso in Autogrill, conoscendo nuove persone e nuove ricette.



Sono stati anche giorni di imprevisti, riposi forzate, notturne, navigazioni sotto la pioggia. Ma anche di dettagli, come questa foto sbagliata, ma a suo modo -secondo me- bellissima.


Sono stati anche giorni di spese un pò impreviste, di spese leggermente mal calcolate, ma anche di un sacco di divertimenti. Di una festa organizzata e gestita dalla a alla z da me, tutto incluso, tutto handmade e che spettacolo. Altro che! :)


Sono poi giorni che hanno confermato ciò che penso sempre: che se le cose uno le fa con amore e con impegno, riescono.
Bene.
Come un giro completo dell'Idroscalo correndo, come una cheesecake buonissima e con un coulis di fragole. Tutto fatto dalla sottoscritta.
Yeah.

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21 febbraio 2012

Metafore ostiche


Amo cucinare non solo perchè è un atto creativo, ma anche perchè trovo la cucina e gli ingredienti una bella metafora della vita.
A volte capita, come in questa ricetta di Chiacchiere venute male, che gli ingredienti di partenza siano buoni, e anche la ricetta magari non abbbia -all'apparenza - falle o errori, eppure il risultato non è quello atteso, sperato, conosciuto.
E non si capisce dove ci si è sbagliati, in fondo forse non importa poi molto, perchè permane solo il risultato, di un cibo indigesto.

E queste chiacchiere dure, insipide, sbagliate mi vengono in soccorso perchè il loro zucchero a velo mi fa pensare ai pensieri che a volte si posano, che cospargono le nostre azioni, o i nostri incontri, i nostri momenti o le nostre vite. Così, a volte, i pensieri si posano sopra le chiacchiere, ma con la c minuscola, perchè stiamo parlando di un'altra cosa, non di una pietanza.
E chissà se questi pensieri, sopra queste chiacchiere, sono sprecati, sono dolci oppure un pò amari, magari si scopre che in realtà non sanno di niente,  non hanno nè aggiunto nè tolto, hanno semplicemente decorato o accompagnato.
E leggeri come zucchero a velo chissà scompariranno, oppure lasceranno un baffo, come quando si passa dentro lo strato un dito. Lasceranno una traccia, chissà.
E quante chiacchiere si fanno all'ombra di una biblioteca? Quante chiacchiere non dette tra gli scaffali, alla ricerca di uno o più autori, alla ricerca in quel labirinto di polvere, non solo di lettere ma forse anche di se stessi. Quanto zucchero a velo di pensieri che non osano tramutarsi in chiacchiere, ma rimangono lì sospesi, intrappolati nel retino, o addirittura nella busta ben chiusa, ancora da tagliare.
E non sai perchè quelle Chiacchiere, questa volta con la c maiuscola, sono venute male. Forse la cottura in forno, che le ha rese gnucche, dure, eppure... eppure rimane sempre un punto di domanda, un dubbio, un tarlo, un interrogativo.
E lo riempi come vuoi, con quello che ti pare, con i pensieri che ti pare, perchè in fondo non hai sufficiente fiducia per rifare nuovamente quella ricetta, sbagliata.

No, non mi sono mai piaciuti i dolci di Carnevale. E forse, la cosa, è ricambiata. Chissà.
Chissà quanto altro zucchero a velo si poserà sulle mie Chiacchiere, chi lo sa, Ma già il fatto che ne stia scrivendo, forse, significa che queste chiacchiere, questa volta con la c minuscola, qualcosa mi hanno lasciato.
Chissà.
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2 gennaio 2012

Happy New Year!

Un anno è passato, ed un altro comincia. 365 giorni tutti nuovi e tutti da scrivere e - perchè no? - fotografare.
Ma prima di iniziare con il nuovo, bisogna esaurire il vecchio, ecco perchè per farvi i miei auguri utilizzerò alcune fotografie scattate sulla coda del 2011.


Mercoledì sera, mentre attendevo in coda con Luca Giurato (che lì per lì non ho riconosciuto) di acquistare i biglietti per Sherlock Holmes, ho avuto modo di imbattermi nel monolocale da cassa integrata di Barbie.
Niente più villone con tanto di ascensore, che per giocarci dovevi sfrattare la tua famiglia causa dimensioni mastodontiche, bensì una casetta dignitosa piena di cartonato e con il water quasi in cucina. Che poesia.
  • Quindi, augurio no.1: guadagnate i vostri spazi, mentali, fisici o concreti che siano. Mi auguro e vi auguro che siano luminosi e su misura, che siate a vostro agio e che possano essere un luogo di rifugio e di ristoro. Possibilmente senza il water attaccato ai fornelli :)
 

Sempre Mercoledì sera sono riuscita - finalmente - ad assaggiare gli hamburger di Mama Burger che comincia a farsi largo qui in città, aprendo un paio di punti vendita.
Che dire... il concorrente di lusso di Mc e Burger King non mi ha convinta del tutto. Sono schiava del gadgeting e del packaging e di tutto ciò che è -ing, per cui non posso che apprezzare la bottiglia di acqua con il logo, i bicchieri e le salse con il logo.
Ho apprezzato meno il cibo, più che altro perchè il panino normale costa più di un Menù intero da Mc o da Burger King (panino normale con hamburger, cetriolo, pomodoro e insalata 8€, senza patatine e bibite) e diciamoci la verità, spendere 14€ per un hamburger di angus non è nelle mie corde.
Per quelli che mi dicono: ah ma qui la verdura si sente e anche l'hamburger è sano, permettetemi che io alzi diffidente un sopracciglio e vi risponda: sembrerà pure più sano di Mc e Burger King, ma un fast food rimane un fast food...!


  • Augurio no.2: per quanto di questi tempi sia un pò assurdo, vi auguro qualche piccolo lusso e piacere anche senza senso. Come appunto pagare un hambuger 8€ e non sentirvi in colpa per aver provato qualcosa di nuovo, qualcosa di 'in', per quanto sciocco questo possa essere.
Nella mia prossima vita, se mai ce ne sarà una, quasi quasi mi converrebbe rinascere cane, o per meglio dire rinascere Toby: mi fa sempre molto ridere la posizione che è in grado di assumere per dormire o per rilassarsi.
  • Augurio no.3: che il vostro anno sia comodo, rilassato e anche disubbediente in maniera tollerabile. Che vi faccia ridere, che vi faccia intenerire, che vi faccia anche arrabbiare ma subito dopo perdonare. Che possa insegnarvi tanto, che possa essere spontaneo, diretto, amorevole e fedele ai vostri sogni e alle vostre aspettative. Che possa essere energico, irrequieto quanto basta, che vi sappia trascinare, che vi faccia esplorare, che vi riempia di amore e gioia.
 E ora basta auguri, spero ce ne siano a sufficienza per tutti, ma soprattutto che almeno per la legge dei grandi numeri uno tra tutti questi si realizzi.
Sarebbe già un buon risultato! :)

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21 dicembre 2011

Questo è un post serio

Credo che la Rete sia qualcosa di favoloso, l'ho già detto.
Consente scambi e comunicazioni in tempi zero, ti consente di raggiungere luoghi e persone che altrimenti ti rimarrebbero preclusi.

Utilizzo dunque questo spazio, senza una foto, ma solo con le parole per condividere la mia (terribile) esperienza con il sito bol.it (e il suo compare di merende SDA courier)

La mia avventura inizia il TRE DICEMBRE, in tempi non sospetti.
Ordino due libri, scontati del 10%, ignara di quanto mi costerà in termini di fegato questo ordine. Vi faccio notare che, come da mail di bol.it:

  • Spedizione entro il: 12-12-2011;
  • Consegna tramite corriere espresso;
  • Ricevimento dell'ordine all'indirizzo indicato entro il: 14-12-2011 [Prima menzogna!]
 Passano i giorni (12 Dicembre), e...
la spedizione del tuo ordine XXX era prevista per il 12/12/2011.
Purtroppo stiamo registrando dei ritardi nella consegna dei prodotti da parte dei nostri fornitori, che abbiamo già sollecitato.
Ti terremo informato sullo stato di avanzamento del tuo ordine.
Scusandoci per il disagio, restiamo a tua disposizione per ogni chiarimento  [Seconda menzogna!
Ma qui sono ancora in buona, mi dico che un intoppo può capitare a chiunque. Che sono abbastanza gentili a scrivermi.

Terzo step (16 Dicembre):

alcuni prodotti da te ordinati non sono ancora disponibili, la loro ricerca sta richiedendo più tempo del previsto.
Per limitare il disagio, abbiamo scelto di procedere con l'invio dei prodotti già disponibili.
Il costo della spedizione dei prodotti mancanti sarà integralmente a nostro carico [Ci mancherebbe altro, n.d.S.].
Arriviamo però al nodo della questione: la consegna viene affidata a SDA, il cui acronimo - ora lo so! - sta per Società Disservizi Assicurati, costola di Poste Italiane. L'avessi saputo prima sarei fuggita a gambe levate. Per carità. Preferirei trovarmi davanti Voldemort o Jack lo Squartatore.
E ora capisco anche come mai le spedizioni su bol sono gratuite: se le spediscono con SDA siamo certi che l'acquirente se le andrà a ritirare da solo!

La cosa buffa è che mi arriva una mail di SDA (20 Dicembre) annuncia gaiamente:
Gentile Cliente, le confermiamo che la sua spedizione e' partita in data 20.12.2011
Ma che bello! Controllo sul sito e mi risulta che la partenza è da Brescia. Calcolo che in serata arriverà. E invece... il vuoto siderale!

SDA persiste nella menzogna (13 ore fa):
Gentile Cliente, le confermiamo che la sua spedizione risulta in consegna in data 20.12.2011.
In consegna c'è solo un cetriolone vagante che mira al mio deretano.
Vi risparmio le TRE (!) telefonate alla SDA per richiesta di spiegazioni. L'ultima candidamente annuncia: "Il corriere alle 12:32 ha scelto di non consegnare il pacco, aveva altre priorità".
Ah, che cosa buffa il loro concetto di priorità: un pacco che sarebbe dovuto giungere a destinazione il giorno precedente perde la priorità sui pacchi da consegnare nel futuro. Doc ci fa un baffo, insomma.
Ma la parte migliore arriva quando la signorina osa chiedermi: "Vuole richiedere un altro invio con il corriere?" e si sente rispondere da me: "Scusi, ma lei è convenzionata con un manicomio o mi sta prendendo per il culo? Non voglio avere più nulla a che fare con voi, per carità di Dio e dei Santi mi dia un indirizzo che il pacco me lo ritiro da sola".
E vi sputo anche davanti alla porta di ingresso, avrei voluto aggiungere.
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11 dicembre 2011

Those are the best days of my life

In barba al Cappellaio Matto e alla Lepre Marzolina e alla loro brigata, io sono convinta che l'unica data degna di nota per essere festeggiata sia il proprio compleanno :)
Ho la (s)fortuna di essere nata a ridosso di una Festa piuttosto sentita dai Milanesi, soprattutto per il Ponte che porta con sè. Dunque il mio compleanno, che cade il 6 Dicembre, è una luuunga festa. E pazienza che Marcegaglia&Co. l'anno prossimo ci porteranno via il gusto di festeggiare il patrono. Per quanto mi riguarda, questa è la settimana più bella dell'anno e spero che possa continuare ad esserlo per lungo tempo.

Quest'anno niente sorprese: con mia mamma siamo semplicemente andate in giro a passeggiare. Mi sono imbattuta così nel mio (bellissimo) regalo di compleanno :) Grazie Family!

Uccio invece sì, che mi ha fatto una bellissima sorpresa, che aveva come indizio i Macarons di Ladurèe, che per carità saranno buoni, ma nulla hanno a che vedere con quelli del mio amato Pierre Hermè, a Parigi. A buoni intenditori, poche parole! :)

L'8 di Dicembre si addobba l'albero (lo sapevate, vero?) e ognuno lo fa un pò come meglio crede. Se si ha un pub, ma anche solo una grande passione per la birra, questa mi sembra un'idea molto carina!
(La foto è stata scattata fuori da un pub di Selvino).

Grave, gravissimo, irreparabile errore quello di passare, per sbaglio (?) nel reparto giocattoli di un centro commerciale sotto Natale.
Grave errore perchè potresti imbatterti in un gioco di società (!), lego (!!), di Harry Potter (!!!) e vorresti poter avere ancora 11 anni e il diritto di indicare la scatola e dire a chiunque sia lì con te: voglio che Babbo Natale mi porti quello (ero una bambina estremamente gentile, ma in fatto di regali non andavo tanto per il sottile).
Il problema è che, anche se di anni ne hai 27, la scatola la vuoi comunque.



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3 dicembre 2011

Week summary

Complice il beneamato Instagram, vorrei illustrarvi la mia settimana; densa di eventi mondani (uella!), ma anche di riflessioni (come sempre) e pensieri per il futuro.


Lunedì sera - Uscita con le psi girls. Non solo ovviamente compagne di studi e di avventure, ma anche amiche che con me hanno (e continuano a) viaggiare, ridere, sperare.
Abbiamo salutato il ritorno, dopo lungo tempo, nelle terre natie di una di loro, partita per amore, ritornata per la stessa ragione.


Martedì - E sempre di amore si tratta quando si parla di Toby the Dog, il mio mezzo cane che non riesce (non vuole?) a capire che la sua cuccia non è il nostro divano, o che se proprio vuole, potrebbe usare la metà a lui dedicata, quella con lo stuoino che, come potete vedere, lui bellamente ignora.
Cosa non si da per amore.

 

Mercoledì - Non penso sia normale la scomparsa di TRE chiavette usb, di cui una a forma di gallina, bellissima. Sorvolando sul fatto che dentro le chiavette ci sono ovviamente documenti personali, ma anche forse delle foto e degli scritti, non sembra possibile averle smarrite tutte e tre. Ma ancor peggio è non riuscire a trovare un negozio che ne venda Oò
In preda alla disperazione, sono entrata dai Cinesi, che hanno sempre TUTTO. Non le avevano nemmeno loro, e allora mi sono preoccupata.
Poi mi sono imbattuta nella felpa pelosa di Abimarie e Fiona, splendida imitazione di Abercrombie&Fotch e ho pensato che tutto è normale, e che da qualche parte ritroverò le mie chiavette.

 

Uccio è un ottimo cuoco, e mi ha insegnato una ricetta sciuè sciuè (veloce) in momenti di difficoltà: pasta con alici, pomodorini e cannella. Io non avevo in casa i pomodorini e quindi li ho sostituiti con i dadini di mozzarella (idea di Cavoletto). Ho tenuto come spunto la cannella nell'acqua della pasta, ma per parlarne meglio, direi che possiamo accomodarci nel Ricettario, no?


Venerdì - In giro alla ricerca di un regalo di compleanno, mi sono imbattuta in questo simpatico (?) esemplare di velociraptor peluchoso. E il mio primo pensiero è stato: dopo aver visto Jurassic Park, ci sarà mai qualche bambino/a che lo vorrà in dono? Io no di sicuro.

E la vostra settimana invece, come è andata?

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19 novembre 2011

Finding Mary Poppins

Oggi mentre vagavo - persa - tra i ricordi d'infanzia e giovinezza di mio papà e le strade della Brianza (che coincidono) mi sono imbattuta, sulla strada del ritorno, in un ombrello appeso ad un albero.
Associazione di idee ed ecco che abbiamo scoperto che fine ha fatto Mary Poppins!
Che ho sempre odiato e odio tuttora, per altro.

E siccome per un pensiero sciocco me ne nascono altri dieci seri, pensavo a come sono ormai lontani gli Anni '70, e come non avremo mai più forse una giovinezza così semplice e limpida come quella che trapela dalle parole di mio papà: biciclette, fossi, prati verdi, tram che erano un pò come un ponte verso un mondo nuovo, lavoro onesto, studi serali, rivendicazioni sociali, pantaloni corti, balere.
E mi è nato, così, improvviso, un sentimento di nostalgia per qualcosa che non ho mai vissuto e che mi sembra così lontano...
Nei suoi ricordi c'è una semplicità disarmante, di un mondo schietto, solido e aperto che si porta dentro tuttora. Bellissimo.

E sempre per associazioni di idee, ho pensato ad un altro albero, a come a volte i ricordi e le emozioni siano in realtà dei fermo immagine.
In questi giorni di nebbia e di autunno ho fissa nella mente l'immagine di una passeggiata, a braccetto, tra le foglie cadute di ginko biloba. Un aiku, quasi.



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12 novembre 2011

Shine shine, little future

In questo periodo ho la sensazione che qualcuno stia facendo cadere ad uno ad uno come le lattine del tiro a segno i miei progetti.
Pum Pum. Cadono.
Quello che posso fare è raccoglierli pazientemente, sperando che non siano troppo ammaccati.
Siccome però non è un periodo facilissimo (ma si sa, io sono un pò melodrammatica) mi rendo conto che sto vivendo un periodo in cui faccio fatica. Non c'è niente di male, benvenga se tutto questo mi farà crescere.
Per ora, come difesa e come reazione, siccome faccio fatica e siccome ho paura torno indietro.
Come ogni semplice essere umano quando c'è una difficoltà, regredisco.
E anche se non regredisco tanto a livello mentale, torno indietro agendo le mie paure.
Che bella bellissima la mia deformazione professionale. AMO la mia professione perchè fa in modo che io mi ACCORGA.
E quindi non posso non accorgermi dell'urgenza che mi porta ad entrare da H&M e cercare un accessorio, in particolare uno smalto. E poi un altro con i glitter scintillanti.
Va bene che ora le manicure con i glitter vanno tanto di moda (e si, concedetemelo, io so essere glamour), ma c'è anche da dire che richiamano l'adolescenza come pochi.
E così stasera ho fatto shopping da adolescente: smalti e trucchi, di sabato nel tardo pomeriggio.
Fortunatamente mi conosco e sono abbastanza brava da non entrare da Tiffany nei momenti di difficoltà! :)
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