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25 luglio 2013

La voce a te dovuta



Prendo in prestito il titolo di una raccolta di poesie di Pedro Salinas perchè credo che rappresenti bene ciò che provo in questo momento.
Ci sono vissuti, emozioni e sentimenti che esigono una voce, così come ci sono assenze che dobbiamo per forza lasciare tacere.

L'indignazione no, però. La protesta, nemmeno.
E così come la gratitudine.
Sono tre sentimenti cui si deve dare voce, dedicare uno spazio, lasciar parlare.

E tramite queste parole, allora, esprimo la mia indignazione e al contempo la mia gratitudine. Naturalmente su due fronti diversi, ma che in qualche modo sono vicini.
Protesto e mi indigno, come sempre, per la mancanza di coraggio e di trasparenza.
Ma forse non si può pretendere da chi è codardo che ammetta le proprie mancanze. Non ci si può aspettare un barlume di autocoscienza da chi ha sempre rifuggito i difetti inseguendo un'immagine di grandezza che fa in realtà acqua da tutte le parti.
La gratitudine va invece al silenzio e al rispetto. A chi all'opposto è in grado di stare fermo, seduto, a volte all'apparenza anche immobile, su una panchina. A chi professa la gentilezza, a chi mette sul piatto le proprie mancanze e in qualche modo ha il coraggio di guardarle in faccia.
Anche qui, di certo, l'errore è quello di cadere nell'illusione della dicotomia: bianco e nero.
E' sempre tutta una sfumatura di grigi.
Ma è meno pericoloso chi in qualche modo mostra ciò che non va, piuttosto di chi invece si ritiene un guerriero e in realtà l'unica lotta che è in grado di portare avanti è quella contro il mondo perchè deve difendersi perennemente dallo spauracchio del fallimento.

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9 maggio 2013

S(e)oul



Capita a volte di fare viaggi inaspettati.
E di pensare ovviamente alle strade tortuose e imprevedibili che ti hanno condotto lì, alla possibilità di arrivare dall'altra parte del mondo, in un luogo che mai avresti pensato di visitare. Letteralmente e metaforicamente.

A me è successo quindi di trovarmi a Seoul, in un periodo storico in cui tutti mi dicevano ma sei pazza, ma cosa parti a fare, ma vai a farti ammazzare bla bla bla.
Ma ci sono strade che sai essere sicure, a dispetto di tutte. E così è stato. Un'esperienza bellissima, che ha aperto uno spiraglio su una parte di mondo che avevo sempre trascurato e mai pensato mi avrebbe appassionata. E invece.

Seoul (la cui pronuncia corretta è Soul, proprio come 'anima') è una città enorme, moderna, tecnologica, in cui i retaggi del passato sono quasi confinati, quasi devono contendersi spazio con i grattacieli e le strade ampie.
E' una città che lascia però spazio al verde, ritagliandosi in mezzo al caos delle oasi enormi e meravigliose.
E' una città in cui non si respira affanno e il costo di cibo, servizi e trasporti è irrisorio se paragonato ai nostri.

E allora eccola, la mia Soul.

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1 settembre 2012

From Dubrovnik to Trogir

Korcula - Detail

La Croazia sembra essere stata, quest'anno, meta praticamente di quasi tutte le persone che conosco.
Non mi ha mai attirata più di tanto, nonostante tutti ne parlassero un gran bene, e come sempre il mio istinto aveva ragione.

I luoghi, intendiamoci, sono sicuramente suggestivi, ma niente di stupefacente o di particolarmente diverso dalla Sicilia o dalla Sardegna.
In aggiunta, a mio avviso, le località turistiche avevano prezzi folli, pari a quelli di Milano, tanto che è stato difficile per noi cenare spendendo meno di 35€ a testa, senza mai ordinare nè dessert nè caffè.
I vini croati sono pessimi, e la cucina non è nulla di particolare. Molto buona, invece, la crema di peperoni che a volte accompagna la carne (mai buona, però, quanto la crema di peperoni verdi di Voghera).

Insomma, la Croazia "meravigliosa anche perchè non spendi nulla" non so se sia mai esistita, ma sicuramente non è quella che ho avuto modo di visitare io.
E' vero, il taglio della mia vacanza era sicuramente sui generis: ho risalito la costa dalmata in barca a vela, da Dubrovnik (splendida, è valsa l'intera vacanza) a Trogir, dormendo quasi sempre in rada e qualche volta attraccando in porto (dove la legnata era dietro l'angolo, chiaramente).

Korcula

Korcula, la città di Marco Polo, dove ho passato una mattinata intensa a cercare un cappello che potesse andare bene anche in barca.

Hvar sunset

L'isola di Hvar, dove abbiamo fatto per la prima volta  conoscenza con il flottiglione di The Yacht Week, iniziativa che raduna 50+ barche da tutto il mondo, età media 20-30 (massimo), tanto alcol e divertimento (?).

Trogir 

Trogir, splendido borgo nel quale siamo riusciti a pranzare in una casa meravigliosa, di cui rimanevano solo le pareti.

Di questo viaggio porterò con me il bagno dell'acqua cristallina alle 8 del mattino, la consapevolezza che la vita è difficile, ma anche bella se si ha la pazienza di sopportare persone e situazioni spiacevoli. Ho imparato che la cattiveria e la stupidità persistono anche a 40 o 50 anni e che l'invidia è la causa di entrambe in molti casi. Ho imparato che il mio carattere spesso mi porta a infilarmi in cul-de-sac e che ho ancora molto da lavorare, ma ho imparato anche che - grazie a Dio e a chi mi ha amata - che non sarò mai come certe persone che ho avuto la sfortuna di incontrare.

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4 luglio 2012

Yellow

 

Che bello svegliarsi una mattina, uscire di casa e scoprire, così, all'improvviso, una bicicletta gialla.
Mette allegria, speranza, gioia.
E non importa se anche un'idea che avevi curato (forse troppo), accarezzato e coccolato senza darle mai vita, è diventata concreta nelle mani di un altro, lasciandoti a bocca asciutta, lasciandoti con molto rimorso e con un filo di tristezza.
Non importa nel senso che questo servirà a pedalare più veloce, la prossima volta.
E non importa perchè, fino a che esisteranno biciclette gialle, che appaiono all'improvviso, allora forse potrà apparire nuovamente all'improvviso e all'orizzonte una buona idea, con la quale pedalare verso il futuro.
Con coraggio, con un sorriso, con un pò di giallo in più.

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10 aprile 2012

di bolle a-temporali, pranzi al sacco e gite Pasquali



Chissà se capita anche a voi di finire in quelle che io chiamo bolle di atemporalità.
Situazioni, momenti che fanno sentire il tempo immobile, come se in realtà non fosse mai passato, che scrollano via la polvere di dosso.
Vi auguro di provare qualcuna di queste bolle, perchè regalano un'esperienza unica. Per lo meno per me. 
E per quel che riguarda i pranzi al sacco, benvenga a volte invece del ristorante o della taverna (seppur segnalata, seppur stellata, seppur ricercata) un panino seduti su un muretto.
E per Mantova, invece, bè, eccola, attraverso i miei occhi.


Che belle, le insegne. Non tutte, ma alcune sono proprio belle.

 

Anche il povero Leone, a suo modo, è bello.

 

Come non ridere, nel leggere una cosa simile? Anche se sui muri non si scrive, mannaggia a voi!

 

I particolari, che cosa importante e magnifica.

 

E i colori, anche.

E i monumenti? E il resto di Mantova? 
Bè, sono una turista, mica una guida.

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8 aprile 2012

Updating and changing

Eccoci qui per il consueto post minestrone, in cui riassumo un pò di tutto: pensieri e fotografie arretrate.
Benedetto Instagram, non potrei più fare a meno di questa app :)


A volte penso che vorrei rinascere cane: per la capacità di Toby di dormire in posizioni assolutamente assurde ma altrettanto comode. E' come se lui fosse a conoscenza di un segreto precluso a noi umani. E forse è così, in effetti.


   

Altre volte invece penso a come le persone si modifichino, rimanendo poi in fondo sempre se stesse, forse anche sempre un pò uguali. Come diceva Piaget molto probabilmente si cresce per accomodamento e assimilazione: si aggiungono capacità e conoscenze e le si integra a quelle passate.
Così capita che accanto alle mie ciabattine ultraflat io possa indossare (non contemporaneamente, ovvio) delle pump di vernice nera da 15cm e mi sembrano fin troppo basse.
Come a dire: la Burlesque Girl che è in me convive con la CandyCandy. In  realtà ho sempre odiato Candy Candy così come Heidi, così come PollyAnna, così come Biancaneve, ma chissà come mai molto spesso la gente in me vede più che altro questi personaggi e si stupisce di scoprire determinati miei capi di abbigliamento, leggermente più aggressive, come codeste scarpe.
Ci sarebbe da riflettere.

 

E sempre a proposito di scarpe, di aggressive, di fetish e di stranezze.. bè, su questo scatto mi interrogo ancora: chissà di cosa si tratta?
Mi sono data le seguenti ipotesi:
1) la moto di un feticista;
2) una nuova forma di arte contemporanea (che cavolo ne so.. StreetCiclyngArt?);
3) il manifesto di protesta di un gruppo di donne diversamente alte.

Penso un misto di 1-2.


E per finire, ci sono le giornate come questa, in cui il vento spazza l'aria consentendo alla luce di giocare con i colori. E tu ti ritrovi tra le mani solo il telefono, con cui cerchi di catturare tutto: luce, colori, atmosfera, attimi. E va bene uguale. E' una scena talmente bella che risulterebbe un buono scatto anche con una Kodak usa&getta.
Le giornate come questa, che ti fanno tornare indietro a quei pomeriggi (e sono stati tanti, per fortuna) trascorsi in UK, sdraiata in un prato verdissimo, a dare un nome alle nuvole, accanto ai tuoi nuovi amici, che poi alcuni sono diventati amici di una vita, quando hai la sensazione di avere tutto il tempo da vivere e da ridere davanti a te.
Ringrazio quelle persone con cui ho condiviso momenti che tuttora mi sembrano indimenticabili e indimenticati, che tuttora mi danno energia, che tuttora mi danno nostalgia, che tuttora mi strappano sorrisi, che tuttora mi fanno apprezzare la vita e mi fanno ben sperare.

.. E nel vent, me pias vedej balà.
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31 gennaio 2012

Happy (un)birthday to me!


Proprio così: ho festeggiato, questo weekend, il mio noncompleanno :) O per meglio dire, ho usufruito del mio regalo di compleanno, che consisteva in un...
viaggio a Parigi!

In questo post vi mostro cosa mi sono portata a casa dalla Ville Lumiere, una città che ho rivalutato. La prima volta che ci sono stata, per una settimana, non mi aveva impressionata particolarmente. Ad oggi non è diventata di certo la mia città preferita, ma rimane un posto pieno di fascino e - perchè no? - di atmosfera.
Il mio weekend aveva un senso preciso, andare a trovare Pierre Hermè, uno dei guru della pasticceria a livello internazionale. Quindi l'itinerario è stato un pò particolare, se volete comunque prendere qualche spunto, io sono più che contenta :)

La meta più turistica è stata Eurodisney! Non ci ero mai stata, mi sono divertita tantissimo, nonostante la giornata un pò grigia e il freddo. Abbiamo girato entrambi i parchi, ovviamente saltando gli spettacoli e moltissime giostre. Inutile dire che per un tour-de-force simile servono piedi instancabili, ma ne è valsa la pena!
Vincono su tutte le attrazioni:
- Space Mountain (l'avrei rifatta a loop);
- Aerosmith rollercoaster (solo la partenza vale il prezzo del biglietto);
- La macchina di Cars (il nome al momento mi sfugge, sembra un'attrazione da bambini, ma non fatevi ingannare!);
- Indana Jones rollercoaster (anche questo, lo avrei rifatto a loop).
- Hollywood Tower of Terror: fichissimo!

Si, beh, la mia passione per le attrazioni "trhilling" cozza un pò con la spilla caramellosa di Biancaneve che ho comprato, ma che ci volete fare?

Ed ecco una delle ragioni per cui sono andata a Parigi (o per meglio dire, per cui mi hanno regalato un viaggio a Parigi): Mora! E' un negozio specializzato in tutto ciò che è cucina-pasticceria. Nominate un colorante alimentare, pensate ad uno stampo, ad un tagliabiscotti, piuttosto che ad una teglia. Loro ce l'hanno. E saranno anche felici di vendervelo a caro prezzo. Ma siamo in rue Montmartre, l'ex quartiere degli artisti squattrinati, ora pieno di negozi e gastronomie che insomma, da squattrinati non mi sembravano proprio.
Lo immaginavo più grande, ma è fornitissimo: un paradiso per gli occhi (e per il palato, per chi sa usare gli attrezzi in maniera corretta). Un pò banalmente ho comprato solo uno stampino per biscotti a forma di tour Eiffel. Ma, onestamente, non c'erano mezze misure: avrei comperato tutto, peccato che casa mia non ha una cucina infinita! ;)

Bè, ovviamente non avrei potuto accontentarmi di uno stampino, così ho comprato anche una teglia per macaron, i dolcetti che hanno reso famoso (tra le altre cose) Pierre Hermè. Proviene da un negozio fornitissimo a due passi dal nostro albergo, Le carnaval de l'objet, un emporio di oggetti variegati sottocosto. Ottimo!

Va da sè che non avrei potuto non portare a casa i macaron di PH. Siccome erano stati apprezzati una volta, quando avevo espressamente commissionato l'acquisto a Uccio, li ho ricomperati.
Già che c'ero, finalmente, ho potuto assaggiare il bicchierino Emotion Ispahan che tanto tormentava i miei sogni. Come ogni cosa attesa a lungo, su cui si fantastica, in realtà si è rivelata un pò deludente: non tanto perchè non buona (i sapori sono perfettamente bilanciati) quanto perchè particolarissimi, su una scala di aspro.

Già che c'ero, potevo mai farmi sfuggire l'opportunità di tentare di riprodurre qualche dolcetto? No, ovviamente.
Per cui, attratta - lo confesso - dalla copertina dai toni prepotentemente fuxia del volume, ho scelto un piccolo best of, tanto per capire se mai nella vita potrò permettermi sia in termini economici, sia in termini culinari, il suo PH10.
Dubito di entrambe le cose, ma mai dire mai!

In soldoni: un grandissimo noncompleanno, pieno di spensieratezza e divertimento, come ogni festa che si rispetti dovrebbe essere :)




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11 dicembre 2011

Those are the best days of my life

In barba al Cappellaio Matto e alla Lepre Marzolina e alla loro brigata, io sono convinta che l'unica data degna di nota per essere festeggiata sia il proprio compleanno :)
Ho la (s)fortuna di essere nata a ridosso di una Festa piuttosto sentita dai Milanesi, soprattutto per il Ponte che porta con sè. Dunque il mio compleanno, che cade il 6 Dicembre, è una luuunga festa. E pazienza che Marcegaglia&Co. l'anno prossimo ci porteranno via il gusto di festeggiare il patrono. Per quanto mi riguarda, questa è la settimana più bella dell'anno e spero che possa continuare ad esserlo per lungo tempo.

Quest'anno niente sorprese: con mia mamma siamo semplicemente andate in giro a passeggiare. Mi sono imbattuta così nel mio (bellissimo) regalo di compleanno :) Grazie Family!

Uccio invece sì, che mi ha fatto una bellissima sorpresa, che aveva come indizio i Macarons di Ladurèe, che per carità saranno buoni, ma nulla hanno a che vedere con quelli del mio amato Pierre Hermè, a Parigi. A buoni intenditori, poche parole! :)

L'8 di Dicembre si addobba l'albero (lo sapevate, vero?) e ognuno lo fa un pò come meglio crede. Se si ha un pub, ma anche solo una grande passione per la birra, questa mi sembra un'idea molto carina!
(La foto è stata scattata fuori da un pub di Selvino).

Grave, gravissimo, irreparabile errore quello di passare, per sbaglio (?) nel reparto giocattoli di un centro commerciale sotto Natale.
Grave errore perchè potresti imbatterti in un gioco di società (!), lego (!!), di Harry Potter (!!!) e vorresti poter avere ancora 11 anni e il diritto di indicare la scatola e dire a chiunque sia lì con te: voglio che Babbo Natale mi porti quello (ero una bambina estremamente gentile, ma in fatto di regali non andavo tanto per il sottile).
Il problema è che, anche se di anni ne hai 27, la scatola la vuoi comunque.



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19 novembre 2011

Finding Mary Poppins

Oggi mentre vagavo - persa - tra i ricordi d'infanzia e giovinezza di mio papà e le strade della Brianza (che coincidono) mi sono imbattuta, sulla strada del ritorno, in un ombrello appeso ad un albero.
Associazione di idee ed ecco che abbiamo scoperto che fine ha fatto Mary Poppins!
Che ho sempre odiato e odio tuttora, per altro.

E siccome per un pensiero sciocco me ne nascono altri dieci seri, pensavo a come sono ormai lontani gli Anni '70, e come non avremo mai più forse una giovinezza così semplice e limpida come quella che trapela dalle parole di mio papà: biciclette, fossi, prati verdi, tram che erano un pò come un ponte verso un mondo nuovo, lavoro onesto, studi serali, rivendicazioni sociali, pantaloni corti, balere.
E mi è nato, così, improvviso, un sentimento di nostalgia per qualcosa che non ho mai vissuto e che mi sembra così lontano...
Nei suoi ricordi c'è una semplicità disarmante, di un mondo schietto, solido e aperto che si porta dentro tuttora. Bellissimo.

E sempre per associazioni di idee, ho pensato ad un altro albero, a come a volte i ricordi e le emozioni siano in realtà dei fermo immagine.
In questi giorni di nebbia e di autunno ho fissa nella mente l'immagine di una passeggiata, a braccetto, tra le foglie cadute di ginko biloba. Un aiku, quasi.



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12 settembre 2011

HPD III

Mi scuso sin da ora, sono in una fase un pò confusa e concitata della mia vita, e probabilmente lo saranno altrettanto i miei post.
Ho la netta sensazione di viaggiare, correre, senza avere ben chiara la direzione.
Forse è per questo che la semplice frase vergata su questo biglietto, un piccolo regalo che ci siamo fatti con un gruppo di amici, mi ha colpita. E' bello e forse essenziale per ciascuno sentire e sapere che qualunque errore o scelta sbagliata, non è definitivo, c'è sempre qualcuno pronto ad accoglierti e riportarti a casa.
Altrettanto bello sarebbe essere il protagonista di un libro, magari anche solo di quel libro da cui è tratta la citazione, perchè almeno saprei come va a finire. E va a finire bene. Per quanto io speri di essere un pò più intelligente di Harry Potter ;)

In queste settimane mi scopro più riflessiva del solito.
E i miei pensieri dopo il weekend vertono essenzialmente sul bisogno di appartenenza ad un gruppo tipico di ciascun essere umano, l'altrettanto umano bisogno di evadere, esprimersi, sognare.
Mi interrogo circa i sacrifici, i Lunedì mattina, i sogni, le aspirazioni e sono riuscita a rendermi conto che la domanda ultima, l'unica vera domanda che vale la pena porsi sempre è: cosa sei disposto a perdere?

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6 settembre 2011

Summer of '11


Finalmente riesco a condividere alcune immagini della mia estate. Estate di luce, cielo e sole.





Estate di nuovi incontri e di amicizie sincere.



Estate anche di shopping, un pò glamour e un pò economico.  

Estate di novità e di sport, divertente e che arriva direttamente dall'altra parte del mondo. Waboba! :)  


E' stata anche un'estate di relax e coccole [Special guest: Mascotte!] 



Ho cercato di riempirmi gli occhi di colori e di immagini, che riscalderanno il lungo anno che ora inizia.






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23 luglio 2011

Pavia


Questa settimana mi sono ritrovata con alcune compagne di Uni per salutarci prima dell'estate, aggiornarci un pò e passare una serata in compagnia.
Strano ma vero era quasi un anno intero che non mettevo piede a PV, anche se dista molto poco da casa mia (una ventina di km). 

La pioggia dei giorni passati ha lavato il cielo e l'aria, regalandoci una temperatura perfetta e una luce da cartolina. Benedetto sia il mio Iphone, che mi consente di immortalare qualunque cosa mi capiti a tiro, nello specifico il Ponte Coperto, bellissimo in una serata che più che estiva si è rivelata quasi atutunnale.

Per il dopo cena le mie compagne - che abitano quasi tutte più vicine a PV di me -mi hanno fatto scoprire un luogo che è un culto per studenti, pavesini ma non solo: la Latteria da Cesare! 
Splendido localino incastonato in Cso Garibaldi con una vetrina e pochissimi tavoli. Una latteria come una volta, famosa per il gelato d'estate e la cioccolata d'inverno. 
Fantastico, provare per credere!

E infine il cielo incerto di questa sera, con l'augurio che questo fresco permanga qui in città!





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25 aprile 2011

Happy Easter from Germany!


Alcune immagini per raccontarvi brevemente la mia Pasqua tedesca, per la precisione trascorsa in Baviera, nel bel paesino di Fussen, nei pressi del famoso castello di Neuschwanstein (nella foto qui sopra), il castello che Walt Disney prese come modello per disegnare quello della Bella Addormentata. 
Va da sè che il castello sia effettivamente bellissimo, e vi consiglio vivamente una visita.

  
Ma a Fussen c'è molto di più: anche un presunto lago, che non ho capito perchè è totalmente asciutto proprio all'altezza dell'imbarcadero.
La nostra vacanzina ha però preso in considerazione anche Insbruck, cittadina che non mi era mai capitato di vedere. Dopo due giri per il centro città in carrozza, abbiamo trovato un bellissimo parco in cui si poteva giocare a scacchi con pedoni di plastica alti più o meno trenta centimetri. Una bella occasione per socializzare ma anche per allenare il cervello. PS: noi tifavamo il sosia di Michale Douglas, che muove - nella foto - i pezzi bianchi.
Infine, se vi venisse voglia di passare per Fussen, io mi sento di consigliarvi la nostra locanda: Villa Am Lech, o anche chiamata Steakhaus Fussen. 
La locanda è a circa 1,5 km da Fussen e a 4 km dal castello (che comunque non vi consiglio di raggiungere a piedi, a meno che non vi vogliate sobbarcare almeno 30 minuti di cammino dalla biglietteria. Non si può raggiungere in macchina, ma si può scegliere di usare le carrozze con i cavalli, 6€ per viaggio/per persona. Ci sale anche il pulman (1.50€ la corsa), ma vi lascia alle cascate di Maria, che distano una decina di minuti dal castello. Io e Uccio siamo saliti in carrozza e scesi in pulman, soluzione che vi consiglio di copiare).
La locanda è carina, pulita e soprattutto cucinano bene e non lesinano le porzioni. La vista è spettacolare, da infatti sul fiume Lech in particolare sulle cascate che vedete in foto. Alle spalle della locanda c'è il bosco che vi porta con una buona oretta di cammino ai castelli. La notte dormirete cullati dal rumore delle cascate, e vi sveglierete immersi nella natura. Direi dieci e lode. Costo? 25-30€ a notte/a persona con colazione.
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11 aprile 2011

Cheers!

Promemoria di un bellissimo weekend goduto soltanto in ritagli di tempo, degni comunque di nota. 
Un weekend che ha avuto come filo conduttore involontario e non ricercato le birre (anch'esse degne di nota) del Birrificio Baladin.

La prima, bevuta sabato, una Elixir doppio malto. Birra un pò puttana, come recita la carta delle birre dell'Acquacheta di Milano (andate! E' un ordine per chi desidera mangiare carne buona a prezzi non proprio contenutissimi, in una location che ti sembra tutto fuorchè Milano), doppio malto di una corposità inebriante. Buonissima, ma occhio ai 10 gradi che si porta dietro. 
La seconda,Wayan, bevuta invece a La Pentolaccia di Casalbetrame (NO) (insospettabile trattoria che dall'esterno sembra un anonimo bar di paese, in cui tutto è buonissimo, dall'antipasto misto al pesce), birra ai cinque cereali dal sapore e consistenza più leggere. 

Non ci resta dunque che replicare a breve questo weekend godereccio visitando il birrificio Baladin in persona ;)

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13 febbraio 2011

Because details matter: my new Pip bag


Ed ecco la ragione del post precedente: la mia Pip bag :)
Sono una persona curiosa, attenta, mi piace leggere e scoprire luoghi, sapori, persone e artisti.
Credo di avere anche un buono spirito di osservazione, soprattutto per i dettagli e per le novità. Ecco perchè ieri, passeggiando nei dintorni del mio vecchio liceo e della mia scuola di psicoterapia (perchè la vita, in fondo, ha una sua splendida rigorosa ciclicità), mi sono imbattuta in un negozio che mi è piaciuto immediatamente: Milkroom.
Mi ha colpita il nome, ma anche il logo, e il fatto che sia ospitato all'interno del cortile di uno dei palazzi della vecchia Milano. Mi sono armata di coraggio e sono entrata, un pò intimidita devo ammettere, all'idea di entrare in casa di qualcuno. Ma l'ambiente era talmente cosy, talmente colorato e talmente bello che ho superato l'incertezza.
E poi ho notato immediatamente qualcosa che mi ha convinta che lì sarei tornata: Shinzi Katoh! Un'artista giapponese che adoro e che ho scoperto, appunto, tra i miei svolazzamenti di blog in blog.
La cosa che mi ha fatto sorridere è stata l'aver riconosciuto immediatamente il suo stile, senza leggere alcuna etichetta. L'idea di aver finalmente trovato un luogo FISICO che vendesse i suoi oggetti mi ha elettrizzata!

Curiosando mi sono imbattuta poi in una borsa, la mia nuova borsa, che trovo splendida. Soprattutto se abbinata ad un look sobrio (jeans blu scuro e giubbino di pelle grigia) che le fanno quasi da palcoscenico.
Ho scoperto che la borsa è creata da una ragazza di Amsterdam amante delle rose e degli uccellini, il cui soprannome da bambina era, appunto, PIP.
Vi lascio il link al suo sito, così se vi va, oggi, farete la conoscenza di tre luoghi e tre persone che mi sono piaciuti: Milkroom, Shinzi Katoh e Pip.
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4 settembre 2010

Day 335 - Tea lovers

Presumibilmente ne avrete fin sopra i capelli di Brussel e di me-che-racconto-o-mostro-qualcosa-di-Brussel, nemmeno fosse l'evento dell'anno. Ma secondo me questa fotografia potrà tornarvi utile. E molto :) 
Soprattutto se siete amanti del tè, o se conoscete qualcuno che gradisce particolarmente questa bevanda. 
Universe du Thè è - come dice il nome stesso - un negozio che vende tutti ma proprio tutti i tipi di tè che possiate immaginare. Ma secondo me vende anche tè che non vi sognereste mai di immaginare (ad esempio: tè con pop corn e bergamotto. Abbiamo detto pop corn? Sì, ho proprio detto pop corn). 
E' un negozio oltremodo raffinato, ricercato e di sicuro non è per tutte le tasche (i tè, all'etto, viaggiano in media sui 7,50 eur, a salire), ma sicuramente è per tutti i gusti! Io mi sono persa ad annusare i campioni di tè, contenuti in ciotoline rigorosamente coperte, per evitare che l'aroma si disperdesse.
Ho acquistato un tè che dall'aroma si direbbe paradisiaco, il China Bleu, dal sapore dolce ma al contempo frizzante. Vi saprò dire prossimamente :)
Il proprietario non mi stava particolarmente simpatico: appena ci ha visto entrare mi è sembrato molto teso e scocciato, forse temeva che qualcuna di noi si intascasse qualcosa (il negozio era molto piccolo e noi molto numerose), non mi è piaciuto molto il suo atteggiamento, che si è rilassato solo quando ha capito che avremmo comprato. Ma a parte questo è stato cordiale e ha risposto alle nostre domande, ci ha dato suggerimenti e ci ha anche detto qualcosa, che per me, è stato fondamentale: i tè possono essere ordinati e acquistati anche online e le spese di spedizione sono a carico di Universe du Thè.  
Fantastique :)

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30 agosto 2010

Day 331 - Choc-o-Lait

Tempo fa, non mi ricordo nemmeno come, mi ero imbattuta nel sito di una cioccolateria Lussemburghese, che produceva dei cubetti di cioccolato con bastoncino da immergere nel caffè o nel latte, al posto del cucchiaio. 
Questa idea mi era poi scivolata di mente, si era annidata in un angolino della mia testolina e lì si era messa a risposare. Fino a che non è capitato di organizzare un weekend a Brussel, e i cubotti di cioccolato sono tornati prepotentemente alla ribalta. Ovviamente non ricordavo più niente: nè il sito, nè il nome della cioccolateria, ma sono partita con la speranza di trovare ciò che cercavo. E ci sono riuscita :) 
Se volete qualche informazione in più: cliccate qui
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Day 328, 329, 330 - Brussel

(Not only) People of Brussel  

Il blog si è trasferito per un weekend a Brussel, nel cuore dell'UE.
Ho deciso di mostrarvi la mia vacanza tramite tre set di fotografie: people, landscape e food ;)
People: giocatori di scacchi a Marolles, domenica mattina. Il bellissimo carlino di una signora molto distinta a Sablon. Un antiquario acculturato, sempre a Sablon.

Food of Brussel
La gauffre de Liege, con gelato. I duri e i puri mi sembra di capire la mangino solo con un pò di zucchero. Io, probabilmente non la mangerò più, perchè purtroppo non mi è piaciuta.
La fontana di cioccolato di uno dei - tantissimi - negozi di cioccolato belga.
Ed ecco la vera chicca della vacanza: Pierre Marcolini! E le sue bellissime confezioni in cui vengono avvolte le sue creazioni. Una goduria al palato e alla vista.

Streets of Brussel 
Piazza St.Jacques. Una conchiglia all'improvviso. Grand Place.
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18 agosto 2010

Day 320 - Caravaggio and the day my reflex went crazy


Non è bello in un luogo sacro pensare di spaccare con ferocia la propria reflex contro una pietra, o sotto un piede. Non è bello per niente. Eppure oggi pomeriggio, partita alla volta di Caravaggio con gioia infantile per visitare il Santuario, mi sono ritrovata con la Reflex totalmente sballata. Parametri pazzi, sovraesposti. Ho provato a bilanciare il bianco in maniera un pò fortuita, ho regolato le ISO, ma nonostante tutto la mia Reflex continua a mostrare colori sovraesposti. Qualcosa non va, ma non capisco cosa, non capisco perchè e soprattutto non capisco come porvi rimedio.
Per ovviare al problema, sul momento, mi sono messa a scattare in b/n, questa è la mia ultima borsa estiva, acquistata prima di partire per la Sicilia.
Mediterò su come riassestare i parametri di Reflex, se avete suggerimenti, sono tutta orecchi!
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