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10 aprile 2012

di bolle a-temporali, pranzi al sacco e gite Pasquali



Chissà se capita anche a voi di finire in quelle che io chiamo bolle di atemporalità.
Situazioni, momenti che fanno sentire il tempo immobile, come se in realtà non fosse mai passato, che scrollano via la polvere di dosso.
Vi auguro di provare qualcuna di queste bolle, perchè regalano un'esperienza unica. Per lo meno per me. 
E per quel che riguarda i pranzi al sacco, benvenga a volte invece del ristorante o della taverna (seppur segnalata, seppur stellata, seppur ricercata) un panino seduti su un muretto.
E per Mantova, invece, bè, eccola, attraverso i miei occhi.


Che belle, le insegne. Non tutte, ma alcune sono proprio belle.

 

Anche il povero Leone, a suo modo, è bello.

 

Come non ridere, nel leggere una cosa simile? Anche se sui muri non si scrive, mannaggia a voi!

 

I particolari, che cosa importante e magnifica.

 

E i colori, anche.

E i monumenti? E il resto di Mantova? 
Bè, sono una turista, mica una guida.

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20 marzo 2012

Growing up

 

Quando ho iniziato a scattare con la Reflex mi innervosivo molto. Non avevo la pazienza di imparare, e per questo ho sempre usato come modalità la Aperture (no, non ho mai scattato con modalità automatiche) e rifuggivo dalla Manuale: troppi parametri da tenere a bada.

Un paio di settimane fa, invece, ho deciso di provare. E il risultato, che potete vedere anche voi, non mi pare poi così brutto. Ci sono riuscita. E non perchè io abbia acquisito chissà quale ulteriore conoscenza fotografica. Sicuramente in anni di fotografie, e dopo un intero anno passato a scattare una foto al giorno mi sono sentita più sicura, più capace. Ma la differenza è stata la possibilità di concedermi del tempo.
E oggi, mentre portavo a passeggio il soggetto della foto, l'occhio mi è caduto sul giardino di un condominio accanto. Un giardino che questo inverno è stato rivoltato e che in questi mesi, dunque, appariva brutto, spoglio. L'ho osservato gioco-forza tutti i giorni, e ora riesco a vedere il disegno che c'è dietro. Ho visto le pietre rosa. Ho visto i sentieri, si comincia a intravedere l'erba. Prende forma.
E ho capito.
Ho capito che la vita è esattamente come quel giardino (che originale paragone, vero?): anche se a volte dobbiamo strappare qualcosa, o tagliarla, anche semplicemente abbandonarla e quindi sentirci persi, intimoriti, con la paura che stiamo rovinando qualcosa a favore dell'incertezza più totale, se abbiamo la pazienza, se ci concediamo la pazienza di non ascoltare i commenti degli altri, se ci concediamo la pazienza di credere in ciò che abbiamo fatto, allora i risultati cominciano a vedersi.
Magari non sono ancora quelli sperati, magari l'erba non crescerà rigogliosa come ci aspettavamo, o magari si seccherà al sole, ma che bello osservare la trasformazione.
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6 marzo 2012

Good Advice


Ho scoperto il manifesto Britannico ben prima che ne facessero un oggetto di moda.
L'ho sempre trovato così meravigliosamente British, in linea con il loro famigerato aplomb.
Mi sembra anche un buon consiglio, quello di mantenere la calma in mezzo al caos o di stringere i denti in tempi difficili, e di tirare avanti la carretta.
In fondo, è un approccio più costruttivo del lasciarsi prendere dal panico.
Dato però che sono anche figlia del consumismo, non ho resistito e ho acquistato la cover, che trovo bellissima.
Un monito per tenere sempre presente di mantenersi calmi e tirare avanti :)

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31 gennaio 2012

Happy (un)birthday to me!


Proprio così: ho festeggiato, questo weekend, il mio noncompleanno :) O per meglio dire, ho usufruito del mio regalo di compleanno, che consisteva in un...
viaggio a Parigi!

In questo post vi mostro cosa mi sono portata a casa dalla Ville Lumiere, una città che ho rivalutato. La prima volta che ci sono stata, per una settimana, non mi aveva impressionata particolarmente. Ad oggi non è diventata di certo la mia città preferita, ma rimane un posto pieno di fascino e - perchè no? - di atmosfera.
Il mio weekend aveva un senso preciso, andare a trovare Pierre Hermè, uno dei guru della pasticceria a livello internazionale. Quindi l'itinerario è stato un pò particolare, se volete comunque prendere qualche spunto, io sono più che contenta :)

La meta più turistica è stata Eurodisney! Non ci ero mai stata, mi sono divertita tantissimo, nonostante la giornata un pò grigia e il freddo. Abbiamo girato entrambi i parchi, ovviamente saltando gli spettacoli e moltissime giostre. Inutile dire che per un tour-de-force simile servono piedi instancabili, ma ne è valsa la pena!
Vincono su tutte le attrazioni:
- Space Mountain (l'avrei rifatta a loop);
- Aerosmith rollercoaster (solo la partenza vale il prezzo del biglietto);
- La macchina di Cars (il nome al momento mi sfugge, sembra un'attrazione da bambini, ma non fatevi ingannare!);
- Indana Jones rollercoaster (anche questo, lo avrei rifatto a loop).
- Hollywood Tower of Terror: fichissimo!

Si, beh, la mia passione per le attrazioni "trhilling" cozza un pò con la spilla caramellosa di Biancaneve che ho comprato, ma che ci volete fare?

Ed ecco una delle ragioni per cui sono andata a Parigi (o per meglio dire, per cui mi hanno regalato un viaggio a Parigi): Mora! E' un negozio specializzato in tutto ciò che è cucina-pasticceria. Nominate un colorante alimentare, pensate ad uno stampo, ad un tagliabiscotti, piuttosto che ad una teglia. Loro ce l'hanno. E saranno anche felici di vendervelo a caro prezzo. Ma siamo in rue Montmartre, l'ex quartiere degli artisti squattrinati, ora pieno di negozi e gastronomie che insomma, da squattrinati non mi sembravano proprio.
Lo immaginavo più grande, ma è fornitissimo: un paradiso per gli occhi (e per il palato, per chi sa usare gli attrezzi in maniera corretta). Un pò banalmente ho comprato solo uno stampino per biscotti a forma di tour Eiffel. Ma, onestamente, non c'erano mezze misure: avrei comperato tutto, peccato che casa mia non ha una cucina infinita! ;)

Bè, ovviamente non avrei potuto accontentarmi di uno stampino, così ho comprato anche una teglia per macaron, i dolcetti che hanno reso famoso (tra le altre cose) Pierre Hermè. Proviene da un negozio fornitissimo a due passi dal nostro albergo, Le carnaval de l'objet, un emporio di oggetti variegati sottocosto. Ottimo!

Va da sè che non avrei potuto non portare a casa i macaron di PH. Siccome erano stati apprezzati una volta, quando avevo espressamente commissionato l'acquisto a Uccio, li ho ricomperati.
Già che c'ero, finalmente, ho potuto assaggiare il bicchierino Emotion Ispahan che tanto tormentava i miei sogni. Come ogni cosa attesa a lungo, su cui si fantastica, in realtà si è rivelata un pò deludente: non tanto perchè non buona (i sapori sono perfettamente bilanciati) quanto perchè particolarissimi, su una scala di aspro.

Già che c'ero, potevo mai farmi sfuggire l'opportunità di tentare di riprodurre qualche dolcetto? No, ovviamente.
Per cui, attratta - lo confesso - dalla copertina dai toni prepotentemente fuxia del volume, ho scelto un piccolo best of, tanto per capire se mai nella vita potrò permettermi sia in termini economici, sia in termini culinari, il suo PH10.
Dubito di entrambe le cose, ma mai dire mai!

In soldoni: un grandissimo noncompleanno, pieno di spensieratezza e divertimento, come ogni festa che si rispetti dovrebbe essere :)




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25 aprile 2011

Happy Easter from Germany!


Alcune immagini per raccontarvi brevemente la mia Pasqua tedesca, per la precisione trascorsa in Baviera, nel bel paesino di Fussen, nei pressi del famoso castello di Neuschwanstein (nella foto qui sopra), il castello che Walt Disney prese come modello per disegnare quello della Bella Addormentata. 
Va da sè che il castello sia effettivamente bellissimo, e vi consiglio vivamente una visita.

  
Ma a Fussen c'è molto di più: anche un presunto lago, che non ho capito perchè è totalmente asciutto proprio all'altezza dell'imbarcadero.
La nostra vacanzina ha però preso in considerazione anche Insbruck, cittadina che non mi era mai capitato di vedere. Dopo due giri per il centro città in carrozza, abbiamo trovato un bellissimo parco in cui si poteva giocare a scacchi con pedoni di plastica alti più o meno trenta centimetri. Una bella occasione per socializzare ma anche per allenare il cervello. PS: noi tifavamo il sosia di Michale Douglas, che muove - nella foto - i pezzi bianchi.
Infine, se vi venisse voglia di passare per Fussen, io mi sento di consigliarvi la nostra locanda: Villa Am Lech, o anche chiamata Steakhaus Fussen
La locanda è a circa 1,5 km da Fussen e a 4 km dal castello (che comunque non vi consiglio di raggiungere a piedi, a meno che non vi vogliate sobbarcare almeno 30 minuti di cammino dalla biglietteria. Non si può raggiungere in macchina, ma si può scegliere di usare le carrozze con i cavalli, 6€ per viaggio/per persona. Ci sale anche il pulman (1.50€ la corsa), ma vi lascia alle cascate di Maria, che distano una decina di minuti dal castello. Io e Uccio siamo saliti in carrozza e scesi in pulman, soluzione che vi consiglio di copiare).
La locanda è carina, pulita e soprattutto cucinano bene e non lesinano le porzioni. La vista è spettacolare, da infatti sul fiume Lech in particolare sulle cascate che vedete in foto. Alle spalle della locanda c'è il bosco che vi porta con una buona oretta di cammino ai castelli. La notte dormirete cullati dal rumore delle cascate, e vi sveglierete immersi nella natura. Direi dieci e lode. Costo? 25-30€ a notte/a persona con colazione.
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5 aprile 2011

Goin'on

Ieri era appena iniziato Marzo e adesso ci troviamo ai primi giorni di Aprile. Uhm.
Curioso il tempo, decisamente, anche il fatto che all'improvviso faccia un caldo boia (troppo caldo) e quindi io non possa sfoggiare tutta la gamma di giacche e spolverini che ho nell'armadio, perchè troppo pesanti per questo caldo. Un pò fuori stagione... Forse non c'è più rispetto nemmeno per la Primavera.
Comunque sia oggi avevo voglia di fotografare qualcosa di colorato e gioviale, e mi sono venuti in mente i pepparkakor dell'Ikea, a forma di fiore, comprati domenica che ho riposto in un bellissimo barattolo Zak!Design color arancione pastello.
E così, quanto meno io, ho onorato la primavera :)
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13 marzo 2011

I've got it!

Mi capita spesso di notare qualcosa che mi piace ma procrastinarne l'acquisto finchè non riesco più a trovarlo. 
Questa piantina è una tra queste cose che mi hanno colpita da subito e che però ho faticato a trovare. 
Cos'ha di particolare, a parte i bei colori, vi chiederete. Ebbene, se si imprime alle foglie una piccola spinta, queste cominciano ad alzarsi e abbassarsi, ritmicamente. 
Amore a prima vista. Mi infonde un'immensa tranquillità e mi fa sorridere. 
Chissà, magari è un segno di voglia di primavera, nonostante il tempo, e nonostante il mio amore per l'inverno :)
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20 febbraio 2011

Hello, we are home-made doughnuts!



Mi sembra passato un secolo dall'ultima volta che sono riuscita a cucinare qualcosa di serio. Non che preparare il cous cous non lo sia, ma ultimamente per mancanza di tempo mi capita di rado di cimentarmi in qualche ricetta nuova. Per fortuna ho la possibilità di pranzare a casa e quindi riesco a mangiare decentemente anche a pranzo (grazie mamma!).
Oggi, che è Domenica, mi sono imposta, nonostante la miriade di libri ancora da studiare, di utilizzare il mio regalo di San Valentino. Ossia un doughnuts-maker come questo :) 
Ho seguito la ricetta per l'impasto contenuta nella scatola, ma c'è qualcosa che mi convince poco... troppo poco zucchero. Non avendo una grande passione per le glasse non mi sono cimentata in sciroppi colorati, che sicuramente sono un pò il punto forte di queste ciambelline.
Per la ricetta e i dettagli culinari, però, vi rimando al mio Ricettario Illustrato :)
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Fortune biscuits

 
Fin da quando ero piccola ho desiderato, al termine della cena, spezzare un biscotto della fortuna e leggere il messaggio in esso contenuto. 
Peccato che tale desiderio, fino ad oggi, sia stato puntualmente frustrato dalla realtà: non avevo la più pallida idea di dove trovare i Biscotti della Fortuna! Sapevo che venivano serviti a fine pasto nei ristoranti cinesi o comunque orientali, ma nonostante i miei viaggi e nonostante tutte le cene fuori, mai una volta che mi fossi imbattuta in queste mezzelune. 
Oggi, Papà Esselunga, ha esaudito il mio desiderio, consentendomi di assaggiarli. Ovviamente, come spesso accade per le cose a lungo desiderate, si rivelano una cocente delusione: i biscotti fanno schifo, sono secchi e insipidi.
Ma naturalmente ciò che li rende(va) affascinanti ai miei occhi è il bigliettino plastificato al loro interno, che nasconde un messaggio, come se fosse una sorta di Bacio Perugina, a cui ciascuno attribuisce un significato. 
Divertenti, certo, ma niente di più. Sono contenta, comunque di essere riuscita ancora una volta a togliermi una curiosità! :) 
Vi lascio anche con la storia di questi biscottini, trovata sul sito Cordelia.it che riporta anche la ricetta, nel caso vogliate ovviare alla difficoltà di reperimento e vogliate servirli ai vostri ospiti.                                         


Nei ristoranti cinesi in America i biscotti della fortuna vengono serviti a fine pasto, e il bigliettino contenuto dentro di essi viene interpretato alla luce della propria situazione personale.


Le origini dei biscottini della fortuna sono molto più antiche e affondano le radici nella aleuromanzia, ovvero la divinazione della farina. L’aleuromanzia nel Medioevo veniva praticata nascondendo nei sacchi di farina dei biglietti sui quali erano stati scritti i responsi, o addirittura giudicando un individuo colpevole o innocente a seconda del modo in cui mangiava una focaccia di farina o di grano. I biscottini della fortuna si richiamano poi anche alla sticomanzia, forma di divinazione in cui si legge a caso una riga di un libro e lo si interpreta rapportandolo alla situazione di chi interroga.
In Italia i biscottini della fortuna sono molto difficili da reperire. Una soluzione decisamente più poetica è quella di farli in casa. Per prima cosa bisogna scrivere alcune frasi o citazioni volutamente generiche su una ventina di bigliettini e poi ripiegarli. Per 18-20 biscotti della fortuna gli ingredienti sono: 3 albumi; 80 grammi di zucchero a velo; 1 cucchiaio di estratto di mandorle o di vaniglia; 45 grammi di burro; 90 grammi di farina. Sbattere con la frusta elettrica gli albumi fino a montarli leggermente e versare lo zucchero a velo setacciato, continuare con il burro fuso e l’estratto di mandorla e quindi iniziare ad aggiungere la farina fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Versare tanti cucchiai di impasto su un foglio di carta da forno, spalmandoli con il dorso del cucchiaio in modo da dargli una forma circolare. Passare in forno caldo a 180° per 8-9 minuti, in posizione bassa del forno per colorire maggiormente un lato del biscotto. Le cialde sono pronte quando i bordi sono dorati e il centro più chiaro. Poi, il più rapidamente possibile, prendere una cialda, mettere un bigliettino al centro, tenendo il lato che appoggiava sulla teglia rivolto all’ esterno, piegarla a metà  fino a far toccare i bordi e ripiegare dall’ altro verso. Appoggiare ogni biscotto della fortuna dentro ad una tazzina o ad uno stampino da muffin, in modo da far conservare la forma ripiegata e panciuta. Servire su un piatto orientaleggiante o in una scatola decorata.
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13 febbraio 2011

Because details matter: my new Pip bag


Ed ecco la ragione del post precedente: la mia Pip bag :)
Sono una persona curiosa, attenta, mi piace leggere e scoprire luoghi, sapori, persone e artisti.
Credo di avere anche un buono spirito di osservazione, soprattutto per i dettagli e per le novità. Ecco perchè ieri, passeggiando nei dintorni del mio vecchio liceo e della mia scuola di psicoterapia (perchè la vita, in fondo, ha una sua splendida rigorosa ciclicità), mi sono imbattuta in un negozio che mi è piaciuto immediatamente: Milkroom.
Mi ha colpita il nome, ma anche il logo, e il fatto che sia ospitato all'interno del cortile di uno dei palazzi della vecchia Milano. Mi sono armata di coraggio e sono entrata, un pò intimidita devo ammettere, all'idea di entrare in casa di qualcuno. Ma l'ambiente era talmente cosy, talmente colorato e talmente bello che ho superato l'incertezza.
E poi ho notato immediatamente qualcosa che mi ha convinta che lì sarei tornata: Shinzi Katoh! Un'artista giapponese che adoro e che ho scoperto, appunto, tra i miei svolazzamenti di blog in blog.
La cosa che mi ha fatto sorridere è stata l'aver riconosciuto immediatamente il suo stile, senza leggere alcuna etichetta. L'idea di aver finalmente trovato un luogo FISICO che vendesse i suoi oggetti mi ha elettrizzata!

Curiosando mi sono imbattuta poi in una borsa, la mia nuova borsa, che trovo splendida. Soprattutto se abbinata ad un look sobrio (jeans blu scuro e giubbino di pelle grigia) che le fanno quasi da palcoscenico.
Ho scoperto che la borsa è creata da una ragazza di Amsterdam amante delle rose e degli uccellini, il cui soprannome da bambina era, appunto, PIP.
Vi lascio il link al suo sito, così se vi va, oggi, farete la conoscenza di tre luoghi e tre persone che mi sono piaciuti: Milkroom, Shinzi Katoh e Pip.
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What's (usually) in my bag

 
 Alla fine ho ceduto anche io alla fatidica domanda: illustra cosa c'è nella tua borsa. E' un topic che ho visto spesso nei blog in giro per la rete, ma anche su Flickr. 
Oggi, complice la mia nuova borsa e un nuovo negozietto che ho scovato di cui vi parlerò nel prossimo post, vi mostro cosa di solito porto con me.
Da sin verso dx e dall'alto verso il basso:  
  • Caramelline all'anice. Al momento le ho messe nella piccola scatolina di latta che ho comprato a Brema: sapevo che prima o poi mi sarebbe tornata utile! :D 
  • Porta penne: per non averle sparse nella borsa. Può essere utile appuntarsi qualcosa al volo. 
  • Fazzoletti: non possono mai mancare. 
  • Spazzola: altrettanto indispensabile. 
  • Chiavi di casa, in un portachiavi chiuso in modo che non graffino o non si impiglino. 
  • Portafoglio. 
  • Occhiali da sole: non li porto sempre con me, naturalmente, ma ieri c'era tanta luce e tanto sole e per me risultano quindi indispensabili. 
  • Specchietto: non perchè io sia vanitosa, ma perchè se dovesse capitarmi di togliere le lenti per un'emergenza ho bisogno di vedere ciò che sto facendo. 
  • Calamita di Uccio: non ha uno scopo pratico o estetico, ma mi piace portare con me dei piccoli oggetti che mi sono stati regalati. Winnicott lo definirebbe un "oggetto transizionale". 
  • La mia pen drive a forma di gallina: ho scoperto che è sempre utile portarne una con sè, soprattutto se così bella e divertente :) 
  • Amuchina! Non sono un'igienista nè tantomeno ho la fobia dei germi, ma come per lo specchietto: se dovesse capitare un'emergenza e dovessi togliermi le lenti senza avere a disposizione un bagno, o quel che è peggio del sapone, ho la necessità di detergere le mani. SO che l'Amuchina non sostituisce il sapone, ma è sicuramente meglio toccarsi un occhio con le mani sommariamente pulite dall'Amuchina piuttosto che niente ;)  
E voi? Cosa mettete nella vostra borsa?


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30 gennaio 2011

Everyday life

Sperimentare e sperimentarsi

Mi rendo conto che il tempo da dedicare a questo blog, nato per un progetto ben preciso (365 fotografie in 365 giorni) e soprattutto concluso con successo, si è drasticamente ridotto. 
Ma la voglia di continuare a scattare e a scrivere e a condividere c'è sempre. Forte tanto quanto prima.
Purtroppo in questi giorni (in questi mesi) è come se mi fossi tappata il naso e mi fossi tuffata. E' tutta apnea da qui in poi: apnea per arrivare ad una meta, ad un obiettivo che definito non è, chiaro tantomeno. Ma c'è. 
Con questo post vorrei riassumere anche visivamente ciò che faccio in questo frenetico periodo della mia vita: sperimento, leggo e cerco di capire cosa mi piace realmente.
Leggere

Trovare ciò che ti appassiona


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16 gennaio 2011

About Winter sales, new App for Macbook and some considerations

I Saldi sono iniziati da una settimana, ormai, ma non ho potuto correre nei primi giorni perchè - fortuna mia - ero in vacanza :) 
Ho cercato di rimediare ieri, anche se in verità non bisogno di nessun capo nuovo. Naturalmente, in quanto donna, ho sempre bisogno di vestiti nuovi anche se i miei armadi traboccano. E questa è la prima delle considerazioni del titolo. 
La seconda è una riflessione sociologica su come le donne, in realtà, oggigiorno abbiano in teoria raggiunto la libertà (parlo, naturalmente, di alcune parti del mondo), ma siano forse più schiave di un tempo. Perchè negli anni '60/'70 (che non ho vissuto) mi sembra di capire ci fosse sì una condizione di minorità e quindi una tensione alla libertà, all'emancipazione, una lotta contro tutto ciò che cercava di ingabbiare la donna. Oggigiorno siamo libere di sposarci, non sposarci, scegliere con chi uscire, come, quando, perchè, viaggiare, fare carriera, ma siamo prigioniere più che mai di modelli, stereotipi che la moda e soprattutto l'industria del guardare, dell'apparire ci impongono. 
E' difficile capire dove comincia il nostro reale benessere nell'andare in palestra, stare attente ai dolci, limitare il consumo di formaggi, e quanto invece sia questa cultura del bello-perfetto-canonico che si è sedimentata dentro di noi e agisce per noi. Mi fermo qui :)
Arriviamo al terzo punto del post: le App per Macbook! Yuppiiii! Oggi vi mostro quello che ho fatto con un'App gratuita: Image Tricks Lite, una sorta di photoshop for dummies, che però a me sembra molto funzionale e carina.
Ah, per la cronaca, i miei acquisti: un paio di jeans Repley che definire scontati sarebbe una barzelletta (30% su determinate cifre andrebbe abolito, o il 70% o niente!), i guanti di Moschino che vedete in fotografia (sì, una cifra simile per dei guanti di lana è una bestemmia, lo so, lo so, lo so. Ma voglio dire, anche l'occhio vuole la sua parte), un paio di leggins neri pesanti made in China e soprattutto, un paio di stivali sopra al ginocchio-che-so-il-nome-francese-ma-me-lo-scordo di finta nappa che i Cinesi mi hanno lasciato a 10 eur invece che 30 perchè hanno una piccola macchiolina sul gambale.
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25 dicembre 2010

Great (un)expectations

Non pensavo di trovare sotto l'albero un pacchettino color verde acqua. Quest'anno i miei regali sono stati pochi ma di valiore e non avevo la coscienza di attenderne altri. 
Potete quindi immaginare la sorpresa quando mia mamma stamattina a colazione mi ha lasciato cadere davanti al naso questo pacchettino con l'aria di chi ce l'ha fatta. Ce l'ha fatta a capire dove andare, ad aspettare in fila, a non confondersi, ma soprattutto a non dire nulla per 15 lunghissimi giorni. 
Mi ha fatto molto ridere il suo commento: "Tiffany, e anche questa ce l'ho fatta. Se sono riuscita ad entrare sotto queste feste da Tiffany e a trovarti il regalo, posso fare qualunque altra cosa!". 
Grazie mamma. Grazie naturalmente anche alla mia nonna, il cui commento lapidario è stato: "Se tua madre mi avesse permesso di accompagnarla ne avrei scelto uno molto più bello, io!". Grazie nonna, perchè a 90 anni sei ancora dannatissimamente cazzuta!
E naturalmente grazie anche a Papà, che scuote la testa rassegnato: ha ormai capito che contro tre donne in casa non può averla vinta.
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24 dicembre 2010

Merry merry Xmas!


E' da un pò che non riesco ad aggiornare il blog e sinceramente mi manca. Ma faccio il possibile!
Anche la fotografia non è recente, risale a una settimana fa, quando Uccio mi ha regalato questa ministella di Natale :)
Mi piace molto questa pianta, le foglie accese e dalla forma appuntita ma gentile.

Con questo scatto, quindi, vi auguro un sereno Natale, con la speranza che i vostri sogni crescano esattamente come una piccola piantina tenace, che possano sbocciare grazie al sole della speranza, al calore della costanza e si nutrano di qualche goccia di fortuna.
Spero che queste feste siano per voi l'occasione sincera di riabbracciare parenti e amici, di cucinare per gli altri ma anche per voi, di indulgere con qualche peccatuccio di gola.
Non vi dirò che a Natale potete, perchè odio quello slogan pubblicitario buonista e fasullo, ma vi dirò che a Natale - così come ogni altro giorno - si può provare ad essere migliori.
Da parte mia io proverò a colmare la distanza tra il saper fare e il saper essere, che mi preme molto.
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10 dicembre 2010

Some notes about life

Puff pant, che fatica! 
Che fatica aggiornare tutto e stare al passo con la vita. Ma non desisto! ;) 
Oggi mi va di lasciarvi qualche considerazione sparsa, di quelle considerazioni che di solito uno appunta sulla propria Moleskine. Un taccuino che costa sicuramente tanto però offre sempre una gratificazione a chi vagheggia velleità di scrittrice (o scrittore). 
E così su una pagina scriverò che ora ho ventiSEI anni, ho superato una soglia e mi rendo conto di concentrare tutta la mia attenzione a quelle cinque lettere che precedono il sei. La mia sindrome da Peter Pan si aggrappa con ogni speranza a quel venti, come se fosse un appello: ancora tempo, ho bisogno di altro tempo per i miei sogni, che corrono veloci e sicuramente non possono aspettare, ma il resto del mondo non sempre li asseconda, ecco perchè ho bisogno di tempo. Per poterli rendere concreti, per lanciarli nel cielo blu come pezzi di carta in una giornata di vento e guardarli volare. 
Concedetemi questo tempo, sarebbe un peccato se non me lo deste, ne sono convinta. 
Sull'altra pagina scriverò a piccole lettere curate che il mio suono preferito è il suono degli attacchi da sci. Un suono curioso, a cui credo pochi badino, ma che a me piace da impazzire. Toc, toc, suiscccc. Il rumore di chi con slancio aggancia gli scarponi agli sci, si da una spinta e si libera nel bianco, nel vento freddo sul viso arrossato. 
Sulla terza pagina segnerò il piacere di varcare le soglie di una libreria e fissare quegli scaffali di mondi e pensieri infiniti, troppi per inseguirli tutti. E per ogni libro che scegli ce ne sono altri cento che abbandoni. 
Infine sulla quarta pagina quadrettata cercherò di imprimere la gioia che si prova quando si scende dall'autobus e si sente l'abbaiare festoso di un piccolo essere peloso che ti riconosce anche a 500 m di distanza. 
E non mi si venga a dire che questo non è amore.
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27 novembre 2010

Like a leaf on a breeze

Oggi, mentre mi destreggiavo nella fiumana di gente che accalcava Montenapoleone (ma vengono tutti giù con la piena?!) mi sono ritrovata a fissare una foglia caduta a terra. 
E immediatamente ho ripensato a quei pomeriggi di tardo autunno, in cui mi suggerivano di raccogliere le foglie e farle seccare tra le pagine dei libri. Ricordo ancora quanto mi piacessero le foglie, i loro colori, le venature. Disegnavo foglie, ricalcavo foglie, incollavo foglie. Il periodo delle foglie, se fossi un'artista (uh, sta a vedere che lo sono sul serio), sarebbe il periodo dei miei 7-8 anni, quando avevo imparato a dire Fotosintesi Clorofilliana, una parola anzi due che tuttora mi sembrano difficili. 
E al di là del nozionismo spinto, mi sono ritrovata a cercare di riacciuffare quella sensazione meravigliosa di gioia pura incondizionatamente infantile. Quella gioia totalizzante che si ottiene con poco, con le cose che realmente ci incendiano l'anima. 
E così sono rimasta intrappolata nei ricordi di quei pomeriggi, in cui il tempo sembrava esaurirsi così: tra foglie raccolte, cioccolate rigorosamente senza panna (odiavo la panna), parole nuove, evidenziatori e le mani nodose di mia nonna.
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24 novembre 2010

About trust, chance encounters and who we are

Un titolo impegnativo per il post, ma oggi ho voglia di condividere con voi, oltre al mio bellissimo ciondolo Moschino Cheap and Chic (piccolo anticipo sul compleanno :D ), anche alcune riflessioni sparse sui tre argomenti in oggetto. 
Ordunque: fiducia. Un grande concetto, che racchiude un mondo di sensazioni, azioni, persone, luoghi. La fiducia come base per tutto, sarebbe bello poterla conservare sempre, poter evitare che a volte gli eventi della vita la impolverino. 
Fiducia in se stessi, nel futuro, nelle proprie scelte, nella propria voglia di fare bene. Con la speranza che da qualche parte conduca ;) 
Gli incontri casuali, che siano in metropolitana, sul tram, o ad un convegno. Gli incontri come i fili di una trama tessuta nel tempo e nelle relazioni, una trama che ci avvolge, che non ci fa sentire soli, ma soprattutto che ci aiuta a ricordarci chi siamo, in quale contesto operiamo. Importantissimo, essenziale: gli incontri casuale consentono di non perderti, di non smarrire se stessi, cosa che a volte capita negli impegni di tutti i giorni. Almeno, non so a voi, ma a me capita. 

E infine perchè proprio un cane, perchè proprio un osso. Perchè ho voglia di leggerezza, di simpatia, di originalità, tutte qualità che cerco sempre di coltivare. Perchè mi piacciono i cani, naturalmente, da sempre. E anche perchè il cane è uno splendido esempio e metafora di comunicazione aperta, diretta, buffa, schietta, esigente, gratificante. Tutto qui :)
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18 novembre 2010

Day 11 bis - Something that I *really* like



Si diceva di un regalo della mia mamma... eccolo!
Il mio compleanno deve ancora arrivare (ehehehe, si accettano scommesse sulla data ;) ), ma il mio portafoglio ha deciso di rompersi nei giorni passati e la mia mamma ha ben pensato di anticipare il regalo.
Così ecco che vi mostro un oggetto di cui mi sono innamorata a prima vista. Della serie visto, comprato. Quando gli oggetti ci chiamano e fanno sentire che ci appartengono, non so se avete mai provato questa sensazione. A me capita spesso con i libri, ma anche con oggetti più prosaici come scarpe, borse, cappelli etc. Forse un pò blasfemo scomodare una sensazione così romantica per degli oggetti, ma tant'è.

UPS! Devo scappare a tennis. Il bello della diretta! :)

Tornata da tennis, vi mostro altri piccoli dettagli che mi hanno colpita:
A parte il colore delicatissimo e romantico, e naturalmente la chiusura a forma di cuore, la cosa meravigliosa è l'interno a contrasto! Di un acceso fuxia che però si abbina benissimo a questo rosa-pastello-cipria. 
Fine del post-quanto-sono-contenta-del-mio-regalo ;)
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14 novembre 2010

Day 11 - Something that I like

La consegna del giorno prevederebbe qualcosa che non mi piace. Ma perchè mai dovrei mostrare e fotografare qualcosa che non mi piace quando la mia Mamma mi ha appena regalato qualcosa che mi piace da morire?! :D 
Ma che cos'è? Eeeehhh... provate ad indovinare. E' facilmente deducibile che cosa non è (date le dimensioni) quindi la domanda più giusta sarebbe: qual è? Dai, dai, provate. 
Io vi lascio il link, chissà se indovinate :)
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