29 maggio 2012

Farewell, Picnik! (and a life summary)

Lo ammetto, la chiusura di Picnik mi ha destabilizzata.
So che potrei utilizzare il mio account G+, ma non è la stessa cosa. Anche perchè non capisco come si fa. Se qualcuno mi fornisce un tutorial, ringrazierò.


Per il life summary, un pò sparsamente (ammesso si possa utilizzare un avverbio così brutto):
Ai primi di Maggio sono stata un pò a zonzo per il mare, passando accanto alla tanto massmedizzata Costa Crociere, facendo il primo bagno della stagione, bevendo un caffè disgustoso in Autogrill, conoscendo nuove persone e nuove ricette.



Sono stati anche giorni di imprevisti, riposi forzate, notturne, navigazioni sotto la pioggia. Ma anche di dettagli, come questa foto sbagliata, ma a suo modo -secondo me- bellissima.


Sono stati anche giorni di spese un pò impreviste, di spese leggermente mal calcolate, ma anche di un sacco di divertimenti. Di una festa organizzata e gestita dalla a alla z da me, tutto incluso, tutto handmade e che spettacolo. Altro che! :)


Sono poi giorni che hanno confermato ciò che penso sempre: che se le cose uno le fa con amore e con impegno, riescono.
Bene.
Come un giro completo dell'Idroscalo correndo, come una cheesecake buonissima e con un coulis di fragole. Tutto fatto dalla sottoscritta.
Yeah.

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10 aprile 2012

di bolle a-temporali, pranzi al sacco e gite Pasquali



Chissà se capita anche a voi di finire in quelle che io chiamo bolle di atemporalità.
Situazioni, momenti che fanno sentire il tempo immobile, come se in realtà non fosse mai passato, che scrollano via la polvere di dosso.
Vi auguro di provare qualcuna di queste bolle, perchè regalano un'esperienza unica. Per lo meno per me. 
E per quel che riguarda i pranzi al sacco, benvenga a volte invece del ristorante o della taverna (seppur segnalata, seppur stellata, seppur ricercata) un panino seduti su un muretto.
E per Mantova, invece, bè, eccola, attraverso i miei occhi.


Che belle, le insegne. Non tutte, ma alcune sono proprio belle.

 

Anche il povero Leone, a suo modo, è bello.

 

Come non ridere, nel leggere una cosa simile? Anche se sui muri non si scrive, mannaggia a voi!

 

I particolari, che cosa importante e magnifica.

 

E i colori, anche.

E i monumenti? E il resto di Mantova? 
Bè, sono una turista, mica una guida.

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8 aprile 2012

Updating and changing

Eccoci qui per il consueto post minestrone, in cui riassumo un pò di tutto: pensieri e fotografie arretrate.
Benedetto Instagram, non potrei più fare a meno di questa app :)


A volte penso che vorrei rinascere cane: per la capacità di Toby di dormire in posizioni assolutamente assurde ma altrettanto comode. E' come se lui fosse a conoscenza di un segreto precluso a noi umani. E forse è così, in effetti.


   

Altre volte invece penso a come le persone si modifichino, rimanendo poi in fondo sempre se stesse, forse anche sempre un pò uguali. Come diceva Piaget molto probabilmente si cresce per accomodamento e assimilazione: si aggiungono capacità e conoscenze e le si integra a quelle passate.
Così capita che accanto alle mie ciabattine ultraflat io possa indossare (non contemporaneamente, ovvio) delle pump di vernice nera da 15cm e mi sembrano fin troppo basse.
Come a dire: la Burlesque Girl che è in me convive con la CandyCandy. In  realtà ho sempre odiato Candy Candy così come Heidi, così come PollyAnna, così come Biancaneve, ma chissà come mai molto spesso la gente in me vede più che altro questi personaggi e si stupisce di scoprire determinati miei capi di abbigliamento, leggermente più aggressive, come codeste scarpe.
Ci sarebbe da riflettere.

 

E sempre a proposito di scarpe, di aggressive, di fetish e di stranezze.. bè, su questo scatto mi interrogo ancora: chissà di cosa si tratta?
Mi sono data le seguenti ipotesi:
1) la moto di un feticista;
2) una nuova forma di arte contemporanea (che cavolo ne so.. StreetCiclyngArt?);
3) il manifesto di protesta di un gruppo di donne diversamente alte.

Penso un misto di 1-2.


E per finire, ci sono le giornate come questa, in cui il vento spazza l'aria consentendo alla luce di giocare con i colori. E tu ti ritrovi tra le mani solo il telefono, con cui cerchi di catturare tutto: luce, colori, atmosfera, attimi. E va bene uguale. E' una scena talmente bella che risulterebbe un buono scatto anche con una Kodak usa&getta.
Le giornate come questa, che ti fanno tornare indietro a quei pomeriggi (e sono stati tanti, per fortuna) trascorsi in UK, sdraiata in un prato verdissimo, a dare un nome alle nuvole, accanto ai tuoi nuovi amici, che poi alcuni sono diventati amici di una vita, quando hai la sensazione di avere tutto il tempo da vivere e da ridere davanti a te.
Ringrazio quelle persone con cui ho condiviso momenti che tuttora mi sembrano indimenticabili e indimenticati, che tuttora mi danno energia, che tuttora mi danno nostalgia, che tuttora mi strappano sorrisi, che tuttora mi fanno apprezzare la vita e mi fanno ben sperare.

.. E nel vent, me pias vedej balà.
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20 marzo 2012

Growing up

 

Quando ho iniziato a scattare con la Reflex mi innervosivo molto. Non avevo la pazienza di imparare, e per questo ho sempre usato come modalità la Aperture (no, non ho mai scattato con modalità automatiche) e rifuggivo dalla Manuale: troppi parametri da tenere a bada.

Un paio di settimane fa, invece, ho deciso di provare. E il risultato, che potete vedere anche voi, non mi pare poi così brutto. Ci sono riuscita. E non perchè io abbia acquisito chissà quale ulteriore conoscenza fotografica. Sicuramente in anni di fotografie, e dopo un intero anno passato a scattare una foto al giorno mi sono sentita più sicura, più capace. Ma la differenza è stata la possibilità di concedermi del tempo.
E oggi, mentre portavo a passeggio il soggetto della foto, l'occhio mi è caduto sul giardino di un condominio accanto. Un giardino che questo inverno è stato rivoltato e che in questi mesi, dunque, appariva brutto, spoglio. L'ho osservato gioco-forza tutti i giorni, e ora riesco a vedere il disegno che c'è dietro. Ho visto le pietre rosa. Ho visto i sentieri, si comincia a intravedere l'erba. Prende forma.
E ho capito.
Ho capito che la vita è esattamente come quel giardino (che originale paragone, vero?): anche se a volte dobbiamo strappare qualcosa, o tagliarla, anche semplicemente abbandonarla e quindi sentirci persi, intimoriti, con la paura che stiamo rovinando qualcosa a favore dell'incertezza più totale, se abbiamo la pazienza, se ci concediamo la pazienza di non ascoltare i commenti degli altri, se ci concediamo la pazienza di credere in ciò che abbiamo fatto, allora i risultati cominciano a vedersi.
Magari non sono ancora quelli sperati, magari l'erba non crescerà rigogliosa come ci aspettavamo, o magari si seccherà al sole, ma che bello osservare la trasformazione.
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6 marzo 2012

Good Advice


Ho scoperto il manifesto Britannico ben prima che ne facessero un oggetto di moda.
L'ho sempre trovato così meravigliosamente British, in linea con il loro famigerato aplomb.
Mi sembra anche un buon consiglio, quello di mantenere la calma in mezzo al caos o di stringere i denti in tempi difficili, e di tirare avanti la carretta.
In fondo, è un approccio più costruttivo del lasciarsi prendere dal panico.
Dato però che sono anche figlia del consumismo, non ho resistito e ho acquistato la cover, che trovo bellissima.
Un monito per tenere sempre presente di mantenersi calmi e tirare avanti :)

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21 febbraio 2012

Metafore ostiche


Amo cucinare non solo perchè è un atto creativo, ma anche perchè trovo la cucina e gli ingredienti una bella metafora della vita.
A volte capita, come in questa ricetta di Chiacchiere venute male, che gli ingredienti di partenza siano buoni, e anche la ricetta magari non abbbia -all'apparenza - falle o errori, eppure il risultato non è quello atteso, sperato, conosciuto.
E non si capisce dove ci si è sbagliati, in fondo forse non importa poi molto, perchè permane solo il risultato, di un cibo indigesto.

E queste chiacchiere dure, insipide, sbagliate mi vengono in soccorso perchè il loro zucchero a velo mi fa pensare ai pensieri che a volte si posano, che cospargono le nostre azioni, o i nostri incontri, i nostri momenti o le nostre vite. Così, a volte, i pensieri si posano sopra le chiacchiere, ma con la c minuscola, perchè stiamo parlando di un'altra cosa, non di una pietanza.
E chissà se questi pensieri, sopra queste chiacchiere, sono sprecati, sono dolci oppure un pò amari, magari si scopre che in realtà non sanno di niente,  non hanno nè aggiunto nè tolto, hanno semplicemente decorato o accompagnato.
E leggeri come zucchero a velo chissà scompariranno, oppure lasceranno un baffo, come quando si passa dentro lo strato un dito. Lasceranno una traccia, chissà.
E quante chiacchiere si fanno all'ombra di una biblioteca? Quante chiacchiere non dette tra gli scaffali, alla ricerca di uno o più autori, alla ricerca in quel labirinto di polvere, non solo di lettere ma forse anche di se stessi. Quanto zucchero a velo di pensieri che non osano tramutarsi in chiacchiere, ma rimangono lì sospesi, intrappolati nel retino, o addirittura nella busta ben chiusa, ancora da tagliare.
E non sai perchè quelle Chiacchiere, questa volta con la c maiuscola, sono venute male. Forse la cottura in forno, che le ha rese gnucche, dure, eppure... eppure rimane sempre un punto di domanda, un dubbio, un tarlo, un interrogativo.
E lo riempi come vuoi, con quello che ti pare, con i pensieri che ti pare, perchè in fondo non hai sufficiente fiducia per rifare nuovamente quella ricetta, sbagliata.

No, non mi sono mai piaciuti i dolci di Carnevale. E forse, la cosa, è ricambiata. Chissà.
Chissà quanto altro zucchero a velo si poserà sulle mie Chiacchiere, chi lo sa, Ma già il fatto che ne stia scrivendo, forse, significa che queste chiacchiere, questa volta con la c minuscola, qualcosa mi hanno lasciato.
Chissà.
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31 gennaio 2012

Happy (un)birthday to me!


Proprio così: ho festeggiato, questo weekend, il mio noncompleanno :) O per meglio dire, ho usufruito del mio regalo di compleanno, che consisteva in un...
viaggio a Parigi!

In questo post vi mostro cosa mi sono portata a casa dalla Ville Lumiere, una città che ho rivalutato. La prima volta che ci sono stata, per una settimana, non mi aveva impressionata particolarmente. Ad oggi non è diventata di certo la mia città preferita, ma rimane un posto pieno di fascino e - perchè no? - di atmosfera.
Il mio weekend aveva un senso preciso, andare a trovare Pierre Hermè, uno dei guru della pasticceria a livello internazionale. Quindi l'itinerario è stato un pò particolare, se volete comunque prendere qualche spunto, io sono più che contenta :)

La meta più turistica è stata Eurodisney! Non ci ero mai stata, mi sono divertita tantissimo, nonostante la giornata un pò grigia e il freddo. Abbiamo girato entrambi i parchi, ovviamente saltando gli spettacoli e moltissime giostre. Inutile dire che per un tour-de-force simile servono piedi instancabili, ma ne è valsa la pena!
Vincono su tutte le attrazioni:
- Space Mountain (l'avrei rifatta a loop);
- Aerosmith rollercoaster (solo la partenza vale il prezzo del biglietto);
- La macchina di Cars (il nome al momento mi sfugge, sembra un'attrazione da bambini, ma non fatevi ingannare!);
- Indana Jones rollercoaster (anche questo, lo avrei rifatto a loop).
- Hollywood Tower of Terror: fichissimo!

Si, beh, la mia passione per le attrazioni "trhilling" cozza un pò con la spilla caramellosa di Biancaneve che ho comprato, ma che ci volete fare?

Ed ecco una delle ragioni per cui sono andata a Parigi (o per meglio dire, per cui mi hanno regalato un viaggio a Parigi): Mora! E' un negozio specializzato in tutto ciò che è cucina-pasticceria. Nominate un colorante alimentare, pensate ad uno stampo, ad un tagliabiscotti, piuttosto che ad una teglia. Loro ce l'hanno. E saranno anche felici di vendervelo a caro prezzo. Ma siamo in rue Montmartre, l'ex quartiere degli artisti squattrinati, ora pieno di negozi e gastronomie che insomma, da squattrinati non mi sembravano proprio.
Lo immaginavo più grande, ma è fornitissimo: un paradiso per gli occhi (e per il palato, per chi sa usare gli attrezzi in maniera corretta). Un pò banalmente ho comprato solo uno stampino per biscotti a forma di tour Eiffel. Ma, onestamente, non c'erano mezze misure: avrei comperato tutto, peccato che casa mia non ha una cucina infinita! ;)

Bè, ovviamente non avrei potuto accontentarmi di uno stampino, così ho comprato anche una teglia per macaron, i dolcetti che hanno reso famoso (tra le altre cose) Pierre Hermè. Proviene da un negozio fornitissimo a due passi dal nostro albergo, Le carnaval de l'objet, un emporio di oggetti variegati sottocosto. Ottimo!

Va da sè che non avrei potuto non portare a casa i macaron di PH. Siccome erano stati apprezzati una volta, quando avevo espressamente commissionato l'acquisto a Uccio, li ho ricomperati.
Già che c'ero, finalmente, ho potuto assaggiare il bicchierino Emotion Ispahan che tanto tormentava i miei sogni. Come ogni cosa attesa a lungo, su cui si fantastica, in realtà si è rivelata un pò deludente: non tanto perchè non buona (i sapori sono perfettamente bilanciati) quanto perchè particolarissimi, su una scala di aspro.

Già che c'ero, potevo mai farmi sfuggire l'opportunità di tentare di riprodurre qualche dolcetto? No, ovviamente.
Per cui, attratta - lo confesso - dalla copertina dai toni prepotentemente fuxia del volume, ho scelto un piccolo best of, tanto per capire se mai nella vita potrò permettermi sia in termini economici, sia in termini culinari, il suo PH10.
Dubito di entrambe le cose, ma mai dire mai!

In soldoni: un grandissimo noncompleanno, pieno di spensieratezza e divertimento, come ogni festa che si rispetti dovrebbe essere :)




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